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martedì, 28 Giugno 2022

“Mercatone Uno”, il crollo coinvolge anche i clienti. Giovedì 30 un nuovo incontro.

28.05.2019 – 09.37 – Sessanta lavoratori senza impiego in Friuli Venezia Giulia complessivamente fra i tre negozi di Monfalcone, Sacile e Reana del Rojale; molti di più, impiegati presso i fornitori, rischiano il lavoro e ora l’onda lunga del fallimento colpisce i clienti. È il frutto, pesantissimo, della situazione di indebitamento della società Shernon Holding, che aveva acquistato i negozi del marchio storico finendo però rapidamente in cattive acque senza trovare nuovi finanziatori per la ricapitalizzazione. Non è un fulmine a ciel sereno quello che colpisce “Mercatone Uno”: è piuttosto una frana, silenziosa e veloce, andata avanti per anni: le imprese fornitrici, pur in assenza di pagamento, hanno continuato a concedere crediti, in una spirale che è tristemente nota a chi lavora nel settore e che porta ad accettare ordini nuovi, grossi, da un cliente che non paga pur di mantenere obiettivi a quel punto di carta, posizione figurativa sul mercato e, a volte, anche margini e bonus legati all’ordinato, fino a raggiungere cifre di scoperto ingentissime.

La chiusura di “Mercatone Uno” coinvolge a catena non solo i fornitori, i 1800 lavoratori del gruppo e i dipendenti dell’indotto, circa 10 mila, ma anche i clienti che rischiano di non ricevere mai quello che hanno comprato, inclusi beni come elettrodomestici e arredamento già pagati per intero ma non ritirati a causa del fallimento e dei sigilli ai punti vendita, o che hanno ordinato alla catena ora fallita, pagando un anticipo, un prodotto che il fornitore non consegnerà mai. Si tratta di importi ingenti, quelli del fallimento Shernon, tali da rendere complessa l’ipotesi della sola crisi di mercato come ragione. La società che gestisce “Mercatone Uno” accumula infatti, come ricostruito dal Tribunale di Milano, nell’assenza ormai completa di fiducia delle banche e dei fornitori, 10 milioni di euro di debiti al mese, arrivando velocemente a oltre 90 in nove mesi, e con una perdita nella gestione di 5 milioni, sempre al mese: una voragine senza scampo, sulle ragioni della quale dovranno esprimersi i giudici, ma che ha portato all’inevitabile sentenza di fallimento. Luigi Di Maio ha ora indicato come obiettivo primario l’attuazione della Cassa Integrazione Straordinaria per i lavoratori alla quale seguirà una re-industrializzazione del gruppo per la creazione di, a questo punto nuovi e con una nuova società, posti di lavoro che possano essere occupati dai dipendenti rimasti a casa. Giovedì 30 maggio nuove discussioni al Mise, per una soluzione che non sembra immediata; Federconsumatori ha suggerito ai clienti che non hanno ricevuto la merce ordinata di segnalare subito alle associazioni di difesa dei consumatori sul territorio le situazioni problematiche.

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