28.04.2019 – 11.55 – Il cambio di verso di marcia è arrivato; sotto la tempesta di colpi dei Social Network, dopo le perplessità di Luigi Di Maio, di esponenti del governo e della Fidal, l’organizzazione di “Trieste Running Festival”, nella serata di ieri, ha rovesciato la sua decisione iniziale. Via libera agli atleti africani; il problema legato ai “Top Runners” e ai manager che li sfruttano, sotto la pressione mediatica e nella bagarre politica, scompare dal radar. “Era una provocazione che ha colto nel segno”, ha dichiarato Fabio Carini.
Una delle difficoltà più grandi per la manifestazione, dopo il fuoco di fila degli articoli sulla stampa e dopo un nuovo articolo sulla BBC con Trieste avvicinata al razzismo, diventa ora la viralità dei messaggi su Facebook che chiedono il boicottaggio della manifestazione invitando i cittadini e i turisti a non partecipare, e definiscono Fabio Carini, dopo il dietrofront, come un arrampicatore di specchi. “Proprio perché ti conosco da anni”, ha scritto oggi il vicepresidente regionale Francesco Russo sempre su Facebook, “so che non sei razzista. Ma credo tu abbia fatto un grosso errore di valutazione (e di comunicazione) il cui risultato è un enorme messaggio di discriminazione che, ancora una volta, infanga questa città […] Non sono stato io ad aver politicizzato un evento sportivo. Sei stato tu”.
Il danno d’immagine resta enorme e, se arriverà a influenzare veramente turisti e partecipanti – cosa che, come si è visto più volte, con le ‘ondate Social’ è un risultato tutt’altro che impossibile, visto che l’attacco feroce con aperte richieste di boicottaggio non si ferma neppure dopo il dietrofront di Carini – il risultato complessivo potrebbe essere un disastro. Molto, se non moltissimo, di quello che si legge sui ‘Socia’ è ora palesemente strumentale, ma non sposta il centro di gravità. Ieri, “Bavisela” di Trieste (ora “Running Festival”) la più amata di tutte, tanto da esser diventata un appuntamento atteso quasi tanto quanto la “Barcolana”; caduta in serie difficoltà economiche, era stata fatta risorgere. Oggi, “Running Festival” caduta sotto il fuoco incrociato della politica e di una parte della stampa, è diventata la più ‘odiata’. Un’eventuale defezione degli sponsor può metterla a rischio. E difficilmente potrebbe rinascere ancora.


