Furto a Opicina: fermata la banda dedita alle rapine in villa

16.04.2019 – 12.51 – Identificati attraverso il numero di serie del piede di porco. Era stato uno degli episodi più eclatanti dell’inverno scorso sul territorio di Trieste: la vicenda legata al furto in villa ad Opicina si è conclusa con l’arresto di una banda di cittadini albanesi ad opera della Polizia di Stato.

L’indagine, diretta dalla Procura della Repubblica di Trieste, ha consentito di fare luce sul violento furto dell’11 gennaio scorso a Villa Opicina, che si era concluso con l’esplosione di un colpo di pistola, con la fuga dei ladri e la sottrazione dell’arma. Le investigazioni sono state svolte dagli uomini della sezione della Squadra Mobile di Trieste dedicata ai reati contro il patrimonio; hanno permesso di ricostruire l’accaduto e di individuare gli autori del fatto, una banda di cittadini albanesi composta da 3 persone dimoranti in provincia di Bari, e da una quarta persona, residente a Trieste, che ha fornito ai propri connazionali il supporto logistico necessario. Il giudice per le indagini preliminari di Trieste, su richiesta del Pubblico Ministero, ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per S. L. , nato nel 1983, e H.K. , nato nel 1991, nonché gli arresti domiciliari per M.M., nato nel 1988, tutti di nascita albanese e domiciliati ad Altamura in provincia di Bari. Dovranno rispondere del reato di furto aggravato, tentato omicidio e lesioni gravi.
I tre uomini sono stati rintracciati nelle prime ore della mattinata di oggi 16 aprile dagli investigatori della Squadra Mobile di Trieste con il supporto operativo della polizia di Bari; un quarto uomo, basista della banda, H.G., nato nel 1992, anch’egli albanese e residente a Trieste, è stato deferito per il reato di favoreggiamento.

Dopo aver rubato in villa, la banda si era scontrata con il vicino di casa, che armato di pistola detenuta legalmente aveva cercato di impedire la fuga dei ladri; i ladri l’avevano colpito al volto, malmenandolo con un piede di porco, causandogli lesioni permanenti e sottraendogli la pistola prima di darsi alla fuga con la refurtiva. Durante lo scontro fisico era stato esploso un colpo di pistola, finito in uno dei muri. Il numero di serie dell’attrezzo utilizzato durante lo scasso ha consentito alla Polizia di Stato di risalire alla ferramenta di provenienza, di proprietà di un uomo con precedenti penali per sequestro e sfruttamento della prostituzione; da questa, alla targa dell’auto dei sospetti, provenienti dall’Italia meridionale. La banda dei tre era dedita a furti in varie località sul territorio nazionale; dopo la puntata a Trieste aveva fatto rientro a Bari, dove lo scorso 18 marzo era stata fermata per il furto in una Villetta a Martina Franca (Taranto) in flagranza di reato e successivamente scarcerata nei giorni successivi; oggi è stata raggiunta dal provvedimento per i fatti di Villa Opicina.

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