Sanità, donne e prevenzione cardiovascolare, Riccardi: “Sfida centrale per il nostro sistema sanitario”

25.03.2019 – 10.25 – “Iniziative di diffusione della cultura della prevenzione importanti come questa, organizzata dal Club Soroptimist a favore delle donne, mi auguro si moltiplichino in tutta la regione, perché si tratta di una sfida centrale per il nostro sistema sanitario puntare sull’attivazione di percorsi e stili di vita alla base della nostra salute”.

Lo ha sottolineato il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute Riccardo Riccardi aprendo la conferenza “Il cuore delle donne”, incontro organizzato a Cividale sulle patologie cardiache femminili e sulla medicina di genere a cui hanno contribuito con dati, consigli e prospettive progettuali la cardiologa Francesca Picco, il medico di medicina generale Patrizia D’Acierno e la dietista Mara Codardini.

“Viviamo in un momento – ha osservato Riccardi – in cui la sanità sta vivendo una grande trasformazione e in cui la ricerca e la specializzazione medica stanno raggiungendo frontiere fino a poco tempo fa inimmaginabili e che permettono oggi percorsi di cura innovativi: abbiamo però la necessità di modificare il modello organizzativo e di rafforzare la responsabilità dei cittadini di fronte alla loro salute. Le istituzioni possono promuovere molte campagne informative ma le iniziative come questa, che coinvolgono da vicino le comunità, informandole e contribuendo alla presa di coscienza delle problematiche e delle possibili soluzioni, sono fondamentali: le soluzioni e le risposte vere – ha concluso il vicegovernatore – non passano per un posto letto in meno, ma affondano in una rivoluzione profonda della cultura sociale e sanitaria”.

“Prima causa di morte in Europa, la malattia cardiovascolare – ha ricordato Francesca Picco, cardiologa del Centro di prevenzione cardiovascolare AsuiUd – in tutte le sue declinazioni appare e incide nelle donne con intensità superiore e in modo diverso rispetto alla popolazione maschile: un esempio su tutti è il caso della cardiopatia ischemica per cui una donna si ammala con dieci anni di ritardo rispetto ad un uomo. I sintomi di infarto poi, sono nel 75 per cento dei casi atipici nelle donne. Gli ultimi dati sul Friuli Venezia Giulia  disponibili registrano che nel 2015 sono avvenuti oltre 5000 decessi per malattie cardiovascolari, di cui il 60 per cento di donne.

In generale quella cardiovascolare è la famiglia di patologie che provoca il maggiore costo alla Sanità pubblica: in Italia si spendono 15 miliardi di euro all’anno (dati Istat). Investire nella prevenzione, eliminando i comportamenti a rischio, permetterebbe di ridurre dell’80 per cento le patologie. In Friuli Venezia Giulia con un investimento di 450mila euro all’anno si potrebbe estendere lo screening “Cardio50” che, presentato nel 2013 dalla Regione Veneto, è stato realizzato nel 2015 – 2016 coinvolgendo 22 Aziende sanitarie locali di 11 regioni italiane, tra cui il F.V.G. (Dipartimento di prevenzione dell’AsuiUd).

[C.S.]