23.17|9.3.19-Si sapeva delle fragilità difensive di Pesaro, della sua carenza nelle rotazioni e del suo periodo recente poco prolifico. Forse non si poteva pronosticare il largo 105-68 con cui l’Alma ha seppellito i marchigiani, ma il campo è stato impietoso nei loro confronti. Molto aggressivi in difesa nel primo quarto (con 10 rimbalzi catturati), i ragazzi di Boniciolli sono collassati nel secondo, finendo travolti da una Trieste stupenda nella sua coralità, con cinque giocatori in doppia cifra. I minutaggi degli ospiti parlano con eloquenza: Blackmon 34’40”, McCree 37′, Artis e Murray 27′ sono stati costretti agli straordinari, pagando in lucidità e personalità.
Il quintetto biancorosso iniziale (Sanders,Wwright, Dragic, Knox e Da Ros) rompe il digiuno dalla media con Knox dopo 3′ fatti di difese ben piazzate e alcune traiettorie da fuori un po’ sbilenche. Murray pareggia dopo un doppio recupero di palla offensivo e Blackmon illude i suoi portandoli in vantaggio.
La tripla di Sanders dall’angolo prefigura uno scatto triestino, ma Blackmon risponde con la stessa moneta per l’11 pari.
Uno slalom di Wright riporta a 13 pari la contesa, ma Pesaro chiude i corridoi e costringe l’Alma a elaborati possessi palla offensivi, non sempre fruttuosi. McCree e Blackmon sull’altro fronte hanno scaldato ormai le mani e portano i marchigiani avanti 13-17, con allegato timeout di Dalmasson. McCree e Cavaliero cannoneggiano a fine quarto chiudendo sul 16-21.
Ai numeri bassi dei primi 10′ si contrappone da subito l’inzio spettacolare di secondo quarto, con 4 punti di Peric, la bomba del sorpasso di Cavaliero e Mosley, che prima strappa applausi con una stoppata sontuosa e sul ribaltamento si dimena nel pitturato avversario fino a conquistarsi lo spazio per il gancio del +4. L’incubo per Pesaro non è finito, perchè Fernandez segna da tre e Peric serve il contropiede del 17-0 di Strautins. Gli ospiti interrompono 4′ a bocca asciutta ma la tripla di Strautins li sprofonda a -12.
Le rotazioni ridotte di Boniciolli portano sul parquet sempre gli stessi volti, e la vista si annebbia quando c’è da mirare al canestro. Così, dopo aver difeso forte e bene nei primi 10′, i pesaresi vedono le maglie della loro difesa allargarsi inesorabilmente, per la gioia di Strautins, che lotta come un leone sottocanestro per il 39-27, e di Wright che può infilare una tripla senza grossi affanni. Peric appoggia il +16 e un 1\2 ai liberi di Wright apre l’intervallo lungo sul 46-29: 30-9 parziale solo nel secondo quarto.
A inizio terza frazione una bomba di Wright e uno scambio alla velocità della luce Knox-Dragic permette allo sloveno di mettere 20 punti di distanza (63-43). I marchigiani si intestardiscono in uno contro uno offensivi che fanno gola ai lunghi Da Ros, Mosley e Strautins, conquistatori di 22 rimbalzi in tre.
Dragic conferma i messaggi positivi mandati in settimana riguardo al suo recupero fisico, Fernandez segna da tre e poi si traveste da cameriere, apparecchiando un alley oop per Mosley, che lo scaraventa nel canestro. A 10′ dal termine il risultato è 75-49, la curva nord salta all’unisono e invita ironicamente Boniciolli a fare lo stesso, senza essere accontentata.
Si riparte e Knox, servito da Peric dopo un extra possesso, insacca l’81-56, mentre dagli spalti dell’Allianz Dome si solleva il canto di vittoria “Viva l’A e po’ bon”. Blackmon trova una tripla di cuore ma è solo, nella sua lotta contro i mulini a vento. Anche perchè c’è un Fernandez da impazzire: quattro triple del “Lobito”, una di seguito all’altra, l’ultima delle quali favorita da una stoppata di Cittadini che fa sospirare d’orgoglio il pubblico di casa. Il tetto dei cento punti non può reggere a questi ritmi e Mosley converte un tiro di Coronica nel 105-64. Blackmon, commovente, corregge l’ultimo pallone per il definitivo 105-68, ma gli applausi, stasera, se li è presi tutti l’Alma.


