Nuova truffa telematica. Occhio al finto vaglia online

12.01.2019 | 08.30 – Mettere in vendita online un oggetto che non serve più, lo smartphone ad esempio, oppure il pc, per passare all’ultimo modello e ritrovarsi con il conto alleggerito…

In Regione le denunce per le truffe di questo tipo si stanno moltiplicando, a metà dicembre almeno tre i casi in provincia di Gorizia e altrettanti a Trieste, con importi anche piuttosto alti.

Un nuovo caso sembra emergere ai danni di un pensionato di Artegna, che dopo aver messo in vendita il proprio condizionatore su Internet, si è visto proporre dall’acquirente un pagamento mediante vaglia online. Convinto a recarsi ad uno sportello Atm, inserisce la sua postepay seguendo le istruzioni del compratore; la sorpresa giunge dopo qualche settimana, dall’estratto conto si accorge che i soldi non sono arrivati, ma che al contrario, dal suo conto personale, più di 3000 euro sono finiti sulla postepay dell’altra persona. Dopo aver sporto denuncia, giovedì la svolta, i Carabinieri della Stazione di Buja in provincia di Udine hanno scoperto l’autore della truffa, un 36enne cittadino camerunese, residente a Venezia.

Una nota della Questura di Gorizia spiega come il raggiro si concretizzi nell’ambito del vastissimo mercato dell’e-commerce; dove con questo nuovo metodo è il venditore ad essere truffato. Il pagamento mediante vaglia postale online, viene proposto anche a chi non possiede un conto corrente postale, assicurando che basta avere un bancomat o una carta di credito e recarsi presso uno sportello ATM – Postamat di un qualsiasi ufficio postale.

Anche chi titubante, afferma di non essere sicuro perché non ha mai eseguito una transazione del genere, viene tranquillizzato dal truffatore. Allettato dall’arrivo immediato del denaro, si lascia convincere e si reca presso uno sportello Postamat per concludere la cessione. Una volta inserito il bancomat o la carta di credito, il venditore viene istruito telefonicamente nelle operazioni da eseguire, perfino nei pulsanti da cliccare sullo schermo, gli viene detto di inserire l’importo pattuito e dettato il codice di quello che dovrebbe essere il vaglia online. Ignorando gli avvisi che compaiono sullo schermo del Postamat, una volta completata la procedura, cliccando sul tasto “Esegui”, il gioco è fatto: presto ci si accorgerà che il conto corrente è stato alleggerito, andando a rimpinguare la PostePay del truffatore, carta il cui numero corrisponde a quello dettato.

Il contatto del finto acquirente – spiega la Polizia – avviene quasi sempre nel fine settimana, quando banche ed uffici postali sono chiusi e, quindi, risulta impossibile ottenere informazioni attendibili sull’operazione che si sta per eseguire. Poste Italiane, interpellata dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, tiene a sottolineare che queste modalità non hanno nulla a che vedere con le reali procedure dei vaglia postali.

In questo tipo di compravendite, anche se si tratta di oggetti di minor valore, molto spesso, il finto compratore provvede alla comunicazione tramite e-mail o via WhatsApp, inviando i dati personali della carta d’identità o del codice fiscale, chiedendo al venditore di fare altrettanto. Copia di documenti ovviamente non riconducibili al compratore, sottratti precedentemente ad una terza persona, attraverso lo stesso stratagemma: il truffatore, si appropria così dell’identità del malcapitato ed utilizzerà i documenti inviatigli per attivare una SIM telefonica da utilizzare con le future vittime.

La Polizia di Stato ribadisce di non spedire mai copia dei propri documenti in nessuna trattativa tra privati su Internet e nel caso che l’invio fosse già avvenuto consiglia di rifarli, in quanto quelli spediti potrebbero essere compromessi. Consiglia inoltre per tutelarsi di effettuare compravendite online con soggetti in zona o che comunque consentano di incontrarsi di persona, sia per visionare l’oggetto, sia per effettuare il pagamento.