10.01.2019 – 15.23 – Libertà sui mari, con la Patente di libera navigazione (1717) e tranquillità alle frontiere, con la Pace di Passarowitz, oggi Požarevac (1718): furono questi due atti a permettere, il 18 marzo 1719, di proclamare il Porto Franco di Trieste. Una scommessa dell’Imperatore Carlo VI d’Asburgo motivata dalla profondità dei fondali e dalla promettente posizione geografica della città; ma allo stesso tempo un azzardo a cui Trieste fu riconoscente, balzando dalle poche migliaia di abitanti a inizio ‘700 agli oltre 10mila a fine secolo.
Come nel 2017 erano ricorsi i trecento anni dalla nascita di Maria Teresa d’Austria (1717) e nel 2018 i trecento dalla Pace di Passarowitz (1718), così nel 2019 ricorreranno i trecento anni dalla proclamazione del Porto Franco: una data quanto mai significativa, nell’attuale clima economico, tra la promessa degli investimenti cinesi e la minaccia fiscale dell’UE. Trieste era già un piccolo, ma fiorente centro urbano nel Seicento, sotto l’Austria, ma fu la preveggenza di Carlo VI e successivamente le riforme di Maria Teresa e Giuseppe II a trasformarla in una città fiorente e cosmopolita.
A partire dal 18 marzo, L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale ha in programma una serie di attività lungo l’intero corso del 2019, con un calendario di eventi che verrà divulgato nelle prossime settimane.
Per il presidente Zeno D’Agostino: “Un tratto di storia così lungo e denso merita di esser indagato e raccontato. L’occasione dei 300 anni può e deve costituire l’opportunità di riflettere sulle peculiarità e sull’identità del porto e della città stessa in cui è inserito e di cui è motore economico da sempre. I grandi attori istituzionali e economici della città non mancheranno di avere parte in questo programma”.


