Il linguaggio del corpo

31.12.18 | 17.30 Il linguaggio del corpo è davvero affascinante e tutto da scoprire. Avete mai osservato quale sia la vostra posizione abituale? Preferite una posizione dominante o vi ritrovate spesso rannicchiati in voi stessi? Quante volte vi è capitato di osservare chi vi stava vicino catturati da un sorriso sprezzante o da una stretta di mano languida?

Il linguaggio non verbale comunica forse ancora di più delle parole. Moltissimi gli studi condotti per osservare gli effetti del linguaggio corporeo. Particolarmente interessante si rivela l’analisi delle espressioni non verbali di forza e dominio.

In quest’ambito uomini ed animali si assomigliano. Chi si sente forte si allunga, occupa spazio, si apre. L’esempio tipico è l’immagine del corridore che, arrivato al traguardo, alza le braccia in alto a forma di V. Tutto l’opposto di quando ci sentiamo indifesi o impotenti perché ci chiudiamo e ci facciamo piccoli.

Ci sono persone attorno a noi che, costantemente, si pongono in atteggiamento di superiorità, dimostrano la forza non solo a parole ma soprattutto con il corpo. La loro forza trasuda dai visi, dalla gestualità, dallo spazio che occupano.

Spesso il linguaggio non verbale determina cosa gli altri pensano e provano nei nostri confronti. Ma la domanda che sorge spontanea è: il linguaggio non verbale guida il nostro modo di pensare e sentire noi stessi?

Ci sono delle prove che sia proprio così. Quindi, per esempio, sorridiamo quando siamo felici, ma anche l’essere costretti a sorridere ci fa sentire più felici. Funziona in entrambi i sensi. Questo vale anche per la forza. Quando si finge di essere forti è probabile che ci si senta effettivamente forti.

Sappiamo che le nostre menti cambiano i nostri corpi, ma è anche vero che i nostri corpi cambiano le nostre menti e la nostra mente può cambiare il nostro comportamento e il nostro comportamento può cambiare i nostri risultati.

Quello che è stato scoperto è che se un maschio alfa deve subentrare, se un individuo deve assumere improvvisamente il ruolo di maschio alfa, nel giro di pochi giorni, il testosterone di quell’individuo sale e il suo cortisolo scende in maniera significativa. Abbiamo quindi la prova che il corpo può dare forma alla mente e anche che il cambio di ruolo influenza la mente.

Non tutti sono forti, ma tutti devono avere la possibilità di dimostrare chi sono ma per cambiare occorre tempo e perseveranza e al contempo la consapevolezza che minuscole modifiche possono portare a grandi cambiamenti. Quindi prima di affrontare la prossima situazione stressante bastano pochi minuti durante i quali provate ad assumere un atteggiamento da persona forte, vincente. Provateci nell’ascensore, in bagno, a porte chiuse. In una parola: configurare il cervello per essere all’altezza della situazione. Aumentate il testosterone e fate scendere il cortisolo. Questo non per prevaricare l’altro ma per uscire da ogni situazione con la certezza di aver mostrato chi siete.

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