In compagnia di una Mistress: proseguiamo il viaggio con i giochi di dominazione e di sottomissione

24.10.2018 – 18.30 – Riprendiamo quindi l’intervista iniziata la scorsa settimana in compagnia di una Mistress con il nome d’arte di Tea Sofia Leoni. Qui il link alla prima parte dell’intervista.

In compagnia di una Mistress: viaggio nel Bondage, dominazione o sottomissione

 

Tea, ritornando al discorso delle corde, mi avevi nominato anche il Kinbaku. Che cos’è? 

È sempre lo Shibari ma con una legatura molto stretta e molto forte; di certo è più costrittivo e all’apparenza può sembrare doloroso. Entrambi hanno un fondamento erotico, perché quando si lega un corpo nudo, nel toccarlo per passare le corse è normale che tutte e due le persone coinvolte avvertano qualcosa di sensuale. Ci sono inoltre, come ti dicevo, performance molto belle su queste discipline anche set fotografici artisticamente molto curati.

Ci puoi citare qualche tuo riferimento per i lettori che fossero interessati ad approfondire?

Certo. Ci sono due persone che stimo molto: Beatrice Gigliuto, che considero un’ispirazione, ha scritto il libro di cui ti ho parlato sul bondage (“Bondage – La via italiana dell’arte di legare”) ed è stata ospite a “La Mala Educaxxxion” , un programma andato in onda su La7 e Hikari Kesho che è invece un fotografo specializzato in legature che ha creato con la sua fotografia una forma d’arte sulle legature.

(foto tratta dal sito di Hikari Kesho)

Riguardo il mondo del Bdsm , una persona che in quel contesto interpreta il ruolo di dominatore di solito lo è anche nella vita?

Mi è capitato di conoscere altre Mistress che in precedenza avevano fatto un percorso di Slave , ed ho provato pure io su di me alcune pratiche di dominazione, ma mi sono resa conto che non ero in grado di fare la sottomessa. Essere dominante vuol dire esserlo in tutti gli aspetti della vita reale, quindi avere questa tendenza a dominare le persone e a creare dei rapporti di sudditanza o dipendenza.

Ci sono però uomini con ruoli di potere nella vita reale, quindi dominanti, che assumono il ruolo di sottomessi nel Bdsm, è corretto?

Sì, è vero, titolari di aziende o comunque ruoli di comando anche molto forti o pesanti nei confronti dei dipendenti nella loro quotidianità, ruoli in cui a volte devono anche decidere del futuro delle persone. Nel Bdsm hanno modo di scaricare una serie di responsabilità, di giochi di forza con qualcuno che, invertendo quindi i ruoli, possa decidere per loro, possa comandarli e a volte anche ad umiliarli. È come una forma di compensazione, poiché solitamente nessuno è in grado di mantenere sempre lo stesso ruolo, tutti hanno bisogno a momenti di lasciarsi andare.

Quanto è presente la sessualità intesa come atto fisico nel Bdsm?

Ci sono molti uomini che utilizzano la dominazione un po’ troppo spesso come forma sessuale, quindi la intendono come il prendere la donna in maniera “forzata”; ovviamente non è realmente forzata, non è una violenza, perché è sempre tutto consensuale. Nella “vecchia scuola” questa non era la prassi, è una tendenza più attuale e solitamente maschile. Esiste ad ogni modo una “safeword” , ovvero una parola di sicurezza da dire se si vuol far terminare la pratica.

Si formano delle coppie fisse del Bdsm?

Il Bdsm può diventare una relazione fissa, si instaura un legame e la persona diventa un partner. È una forma di relazione in cui il dominante con responsabilità e coscienza si prende cura del sottomesso; vale sia per l’uomo che per la donna in tutto, la sessualità si esprime in varie forme. Possono essere coppie normalissime che poi in ambienti Bdsm ritrovi nei loro ruoli concordati.

Chi è dominante riesce a porsi anche nel ruolo opposto di sottomesso?

Ci sono delle figure che sono un crocevia tra i Master o Mistress e gli Sub/Slave (ovvero sottomesso o schiavo) e si chiamano Switch. Questo vuol dire che sono in grado di cambiare ruolo, ma non è una figura semplice da trovare poiché serve una capacità notevole a dominare e riuscire poi a passare nell’altro ruolo in modo autentico. Nel gioco si svela ciò che uno è realmente, quindi si capisce se si è davvero in grado di rivestire entrambe i ruoli o meno.

Esiste la parità tra uomo e donna quando si hanno questi ruoli?

Nella vita comune mi sono accorta che pari non si è mai. Mi spiego: un giorno ci si può sentire deboli e si ha voglia di affidarsi all’altro, il giorno dopo ci si può sentire forti e l’altro è possibile che si senta fragile e che quindi abbia bisogno di supporto, indifferente se si è uomo o donna. Questa è la parità, tutti i giorni uguale non esiste! Io non credo nell’equilibrio, lo vedo come una cosa statica, come la morte, qualcosa che ammazza l’energia. Io credo nel bilanciamento che è dinamico, è una cosa diversa poiché sale e scende.

Che cos’è per te la sessualità?

È un mondo con varie sfaccettature da esplorare, in cui giocare ed in cui poter sperimentare sempre qualcosa di diverso. La sessualità è aver voglia di mettersi in gioco, il non dare mai per scontato nulla e l’aver voglia di scoprire l’altro e se stessi. È il lasciarsi andare facendo capire all’altro cosa si desidera e viceversa.

Ringrazio Tea Sofia Leoni per la sua disponibilità a questa intervista e alla prossima settimana per una nuova tappa del nostro viaggio ed altre curiosità.

[Chi fosse interessato ad informazioni può comunque contattarmi come referente di benessere sessuale alla mail: [email protected]]