09.09.2018 – 09.39 – Si è svolta ieri mattina, alla presenza delle autorità, tra cui il ministro alla Famiglia e disabilità, Lorenzo Fontana, e il ministro austriaco alla Difesa, Mario Kunasek, la deposizione di corone d’alloro ai due monumenti ai Caduti italiani e ai Caduti triestini in divisa austro-ungarica della Grande Guerra. Un momento chiave dell’Incontro Italo Austriaco della Pace, in corso di svolgimento da venerdì 7 e la cui conclusione è prevista questa domenica mattina, con la sfilata nel centro città e la presenza dell’ultimo Imperatore d’Austria, Carlo d’Asburgo-Lorena.
“La presenza oggi a Trieste dei vertici dei Governi italiano e austriaco è la testimonianza di quanti passi avanti siano stati fatti lungo il percorso che dalla tragedia della Prima guerra mondiale ha portato alla pace e all’Europa contemporanea. Oggi non ricordiamo solo degli avvenimenti storici, ma le tante persone che sono state mandate a combattere in terre che non conoscevano e non consideravano proprie e che hanno perso la vita per darci il futuro che oggi possiamo vivere” – ha dichiarato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, presente alla cerimonia.
Da questa constatazione storica, il governatore ha poi formulato il seguente commento sull’attuale situazione dell’Unione Europea: “Proprio da queste basi dobbiamo partire per far sì che l’Unione europea non sia una realtà autoreferenziale, ma un’istituzione attenta alle persone che pone al centro della propria azione i bisogni dei popoli“.
Opinione condivisa dal ministro Kunasek che ha confermato l’importanza di ricordare quanto accaduto per evitare che possa ripetersi e la necessità di un’Europa unita che rispetti e conservi le tradizioni dei popoli che ne fanno parte.

Non è stato trascurato, nonostante il carattere commemorativo dell’incontro, l’argomento economico e diplomatico, Fedriga ha infatti affermato “l’importanza del percorso di dialogo concretizzatosi con l’Austria per il consolidamento della pace. Oggi i cittadini del Friuli Venezia Giulia e il popolo austriaco sono legati da una profonda amicizia che, anche con il supporto della Regione, ha permesso la definizione di importanti attività transfrontaliere, sia sul piano delle relazioni istituzionali sia in ambito economico”.
L’incontro rappresenta invece un solenne monito contro gli esiti (mortali) di un nazionalismo esasperato, secondo la senatrice del Pd Tatjana Rojc, presente a sua volta alla cerimonia di pace: “Gli opposti nazionalismi sono stati il veleno dell’Europa nel ventesimo secolo e la Grande Guerra il primo bagno di sangue in cui i nostri popoli hanno imparato a combatterli anziché a riconoscersi fratelli con un comune destino”.
La senatrice, che è espressione della minoranza slovena in Italia, ha partecipato alla deposizione di corone presso il monumento dei Caduti italiani e presso la targa che ricorda i triestini caduti combattendo nell’esercito austro-ungarico.
“Anche molti sloveni – ha aggiunto – sono stati stroncati dalla guerra e precipitati nella storia nel modo più brutale. La vicenda di queste terre testimonia come solo in una comunità come quella europea è stato possibile superare barriere e incomprensioni. Una commemorazione come quella di oggi ci insegna che l’Europa non è solo burocrazia o sicurezza, ma anche – ha concluso – democrazia e libertà pagate col sangue”.


