19.5 C
Trieste
lunedì, 15 Agosto 2022

Stranieri a scuola: i numeri, le realtà, le sfide

La presenza di studenti stranieri nelle scuole italiane è un fenomeno sempre più rilevante soprattutto nelle regioni del nord Italia (dove le condizioni economiche e di mercato sono più favorevoli), anche se di recente formazione se confrontato con quanto si verifica nei paesi europei con immigrazione di lunga data. Lombardia, Emilia Romagna e Veneto le regioni più gettonate.

Il Friuli Venezia Giulia, si colloca in una sorta di via di mezzo, nel senso che gli studenti stranieri ci sono ma non in percentuali elevate (dai rilievi del MIUR 2015/2016 la percentuale di studenti stranieri in FVG oscillava intorno al 2,3%, contro uno 0,2% del Molise e un 25% della Lombardia).

Gli studenti con cittadinanza Rumena costituiscono il gruppo più numeroso di immigrati, ma sono presenti anche albanesi e marocchini in numeri consistenti. L’analisi per ordine di scuola evidenzia che il grado di concentrazione degli alunni stranieri è tendenzialmente maggiore nella scuola per l’infanzia e nella scuola primaria. Alle superiori, cioè nel secondo ciclo, i numeri sono abbastanza contenuti, maggiori le presenze nei professionali e nei tecnici, minori nei licei.

In una classe, secondo la legge italiana, la percentuale di studenti stranieri non deve superare il 30%, tetto che può essere innalzato solo se in presenza di studenti stranieri con buona competenza linguistica.

Ciò pone delle sfide al sistema dell’istruzione e soprattutto agli insegnanti che devono essere in grado di adattare la loro didattica all’utenza con cui lavorano.

La tradizionale lezione frontale continuerà ad esistere ma dovrà essere affiancata da altri strumenti. Per esempio il cooperative Learning si rivela molto utile soprattutto in un classe in cui i livelli di apprendimento e la motivazione allo studio sono molto diversi ed è di valido supporto soprattutto nel secondo quadrimestre dopo che sono state gettate le basi perché gli studenti procedano in modo autonomo. Un altro metodo efficace è il tutoring che vede la presenza di uno studente “più esperto” che fa da tutor ad uno che ha più difficoltà.

Ma sarà importante anche curare il lavoro sui testi (necessarie le semplificazioni che non devono però diventare banalizzazioni), le verifiche e le valutazioni, queste ultime sempre più tese al riconoscimento e alla valorizzazione dei percorsi compiuti dallo studente.

Il docente quindi, per essere un vero leader educativo deve rimanere necessariamente aperto al dialogo e al confronto, oltre che possedere una buona dose di coraggio, umiltà e voglia di mettersi in gioco, tutti elementi imprescindibili per la costruzione di un nuovo modo di fare scuola.

spot_img

Ultime notizie

spot_img

Dello stesso autore