26.07.208 – 11.45 – Il Parco del Mare continua ad essere argomento d’infuocate discussioni, dai tempi delle prime proposte di Antonio Paoletti nel 2004, ad oggi, con le nuove polemiche relative all’abolizione dell’altezza massima (10 metri) per la costruzione del Museo. Sono infatti state avanzate perplessità relative al danno d’immagine correlato a un grande edificio del genere accanto a una reliquia storica quale La Lanterna (33 metri). Proprio nella zona, infatti, si erge il grattacielo di Campo Marzio, ritenuto all’unanimità un esempio della disattenzione ai vincoli paesaggistici, verificatosi nel secondo dopoguerra.
Il Movimento 5 Stelle ha deciso di schierarsi contro il progetto del Parco: un “no ponderato“, a giudizio di un progetto definito “obsoleto” e irrispettoso dell’identità storico-artistica di Trieste.
A risultare predominanti, sembrano essere le preoccupazioni di stampo animalista, “in primis il rispetto per gli animali che vengono rinchiusi in vasche più o meno grandi, ma sempre costretti al di fuori del loro ambiente naturale” e ambientalista, “a scopo pedagogico, con il fortissimo problema dell’inquinamento da plastiche nei mari divenuto d’attualità in questo periodo, ci si allontana sicuramente da quello che vuole essere nei confronti dei ragazzi un esempio da seguire per il rispetto dei mari, del pianeta e delle altre specie viventi”.
Il paragone nella mente di tutti è con l’Acquario di Genova: un progetto risalente al 1992 e come tale difficilmente sostenibile oggigiorno; al contrario, il Movimento 5 Stelle propone “in un’ottica futura” l’idea dei “musei interattivi in 3D che fanno emergere le balene nelle palestre o nelle piazze con divertenti e realistici effetti tridimensionali”. Una proposta coerente con il ruolo di Trieste quale città della scienza, con “giochi d’acqua, modellini, filmati e postazioni virtuali interattive”.
Suscita altrettanta preoccupazione “la modifica della Sacchetta, con una struttura impattante che ne cambierebbe totalmente il racconto storico della città con la sua Lanterna”, simbolo, a giudizio dei 5 Stelle, di un continuo “costruire e modificare angoli cittadini senza in realtà programmare una visione d’insieme moderna”.
Un progetto, dunque, antiquato e lontano dalla visione attuale dei musei: “Il cambiamento di tutte le grandi città, da New York ad Oslo, avviene attraverso la modernizzazione e la visione di città diverse, dove i musei sono fruibili a tutti e vengono realizzati da grandi architetti in grado di incuriosire ed attrarre le persone già partendo dalla struttura, che poi va ad interagire con i visitatori rendendoli protagonisti di un’esperienza unica non solo visiva come quella degli Acquari”.


