24.07.2018 – 08.53 – Il cicloturismo, che sia locale, proveniente dall’Austria o dalla Slovenia o ancora d’altre regioni italiane, continua a essere in crescita: negli ultimi mesi sono stati attivati nuovi servizi di trasporto biciclette su bus e treni e la German Cyclist’s Association ha definito l’Italia e il Friuli Venezia Giulia la destinazione prediletta dagli amanti della bicicletta, seconda solo all’Austria.
Era solo questione di tempo pertanto prima che venisse approntata una guida completa agli itinerari nella regione: “Cicloturismo in Friuli Venezia Giulia – L’E-bike conquista tutti” è infatti il titolo del nuovo volume de Le Guide di Repubblica, dirette da Giuseppe Cerasa. Si tratta di un tascabile che comprende indicazioni, consigli utili e percorsi adatti a ogni età, dai sentieri nel verde, alle piste ciclabili tradizionali, a percorsi turistici con annessi musei e ristoranti, a tracciati lunghi e impegnativi, adatti a chi cerca una sfida.
“Quando insieme a PromoTurismoFVG abbiamo deciso di inventare la nostra prima Guida dedicata al cicloturismo e all’E-bike, l’idea che abbiamo disegnato è stata questa: non bisogna fare un vademecum per specialisti, ma occorre puntare ad uno strumento di servizio che possa dare un passo diverso alla vacanza di famiglia.”
“Quindi tragitti brevi, per posti magici, in una regione che da tempo ha iniziato a caratterizzarsi come luogo vocato per gli amanti della bicicletta e per chi vuol fare un turismo slow, lontano dalle frenesie vacanziere che sempre meno conquistano i gusti degli italiani. Turismo possibile dunque, turismo di elezione, turismo per tutta la regione che ha scelto di far diventare la vacanza su due ruote come una specie di marchio di fabbrica, un segno distintivo che la pone in testa a tutte le altre aree italiane nella scelta di un modo differente di fare vacanze, proponendo servizi adeguati e tragitti ad alto tasso di attrazione.”
“E così siamo partiti alla scoperta di questi straordinari itinerari macinando centinaia di chilometri col taccuino in tasca, pronti a cogliere ogni dettaglio, pronti a fare da cavia a chi userà poi questa Guida, dalla val Tagliamento a Paularo, da San Daniele a Piancavallo di Aviano, da Cividale al Natisone, da Cormons a Trieste, da Sacile a Gorizia, da Trieste a Legnano, da Maniago a Sutrio, da Tolmezzo a monte Zoncolan, per finire alla straordinaria ciclovia dell’Alpe Adria” spiega il direttore Giuseppe Cerasa, nell’introduzione alla guida.
Guida che si apre con una testimonianza d’eccezione, quella di Paolo Rumiz “che ci ha permesso di entrare in Friuli Venezia Giulia dalla porta principale” scrive ancora il direttore, e che racconta il fascino di pedalare “sui sentieri di una terra ruvida, dai sapori e dai colori ancora autentici”, dalle spiagge alle Alpi, a cavallo di tre confini e lungo strade poco transitate dove senti parlare “non una ma quattro, anche cinque lingue diverse” in una regione che è “passaggio, transito, imbarco verso infiniti Altrove”.


