Le Donne, l’Ironia, l’Amore: il Bukowski di e con Eva Tomat e Lorenzo Zuffi

 

26.2.18 | 12.50 – “Eterna risorge sempre la speranza, come un fungo velenoso”. Riproposta giovedì 22 febbraio scorso nella bella atmosfera del Caffè dei Libri , la performance su Charles Bukowski, di e con Eva Tomat e Lorenzo Zuffi (Etiellezeta), non ha mancato di emozionare e coinvolgere il pubblico, regalando ai presenti una serata particolare, a tratti introspettiva, inaspettatamente dura, un poco dolce e un poco amara, e senz’altro romantica.

La performance nasce dalla volontà di Eva Tomat di offrire una visione non stereotipata di Charles Bukowski , scrittore statunitense di origine russa (1920-1994) come autore e narratore, ma soprattutto poeta. “Bukowski è un autore molto conosciuto, ma spesso erroneamente banalizzato”, ci dicono i due attori. “Vogliamo offrire uno sguardo sulla sua umanità, sul modo di concepire la vita, gli affetti, i rapporti personali e la società. Con le difficoltà di inquadrarsi in una società dove lui si è sempre sentito estraneo, diverso, dove non riusciva a trovare posto. Per restituire questa visione abbiamo costruito un percorso, una storia: il Bar, la Gente, i Fallimenti e le debolezze. Le Donne. L’ Ironia. L’Amore. L’ amore, l’ unico in grado di tenere assieme i pezzi della vita di un uomo: amore infinito e passionale per la vita con la ‘V’ maiuscola, nelle sue sfumature meravigliosamente detestabili ed oscenamente piacevoli.”

È uno spettacolo suggestivo, fatto di emozioni, coinvolgente. Nulla viene offerto semplicemente ma tutto è molto semplice: solo parola, corpo, situazione senza nessun artificio. Si ride e ci si commuove scoprendo il piacere nella condivisione dei sentimenti umani. Lo spettacolo è definito “performance” perché è composto da delle linee guida fisse, ma è in continua evoluzione e ogni rappresentazione è differente in base al luogo dove avviene, al numero di persone presenti e coinvolte, al rapporto tra gli attori stessi ed il pubblico. La scenografia, dove l’atmosfera è quella degli anni Cinquanta in America, è composta da alcuni elementi fissi – la macchina da scrivere, i bicchieri, le bottiglie) e da altri elementi che vengono di volta in volta presi dall’ambiente per mantenere in continua evoluzione anche l’aspetto della scena. “E alla fine la speranza risorge sempre, anche con molta autoironia.”

“Che fine ha fatto la semplicità? Sembriamo tutti messi su un palcoscenico e ci sentiamo tutti in dovere di dare spettacolo.” (Charles Bukowski)

 

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