20.02.2018 | 18.39 – Le condizioni economiche dell’Unione Europea sono in marcato miglioramento, e questo miglioramento influenza positivamente anche l’occupazione. A indicarlo e’ il rapporto trimestrale della Commissione Europea sulla situazione dell’occupazione e sociale: rispetto all’anno precedente, l’occupazione in Europa e’ aumentata dell’1,7%, che equivale a 4 milioni di occupati in piu’ dei quali 2,7 milioni in industrie, aziende, imprese o servizi nella zona Euro. Si tratta del livello più alto mai registrato, e in particolare, per quanto riguarda l’Italia, si registra una diminuzione del tasso di disoccupazione giovanile tra i più importanti in Europa (-6,9%), e l’Italia ha contribuito fortemente, con Francia e Spagna, alla diminuzione dei livelli di disoccupazione.
Aumenta anche la domanda di lavoro, e in particolare nei servizi: dalla relazione trimestrale emergono ulteriori dati relativi al mercato del lavoro che confermano il miglioramento dello stato di salute dell’economia. La domanda di lavoro e il deficit di manodopera hanno continuato ad aumentare; l’indice di cessazione dei rapporti di lavoro è calato fino a raggiungere livelli ben al di sotto di quelli precedenti alla crisi, mentre l’indice delle nuove assunzioni ha registrato un’accelerazione della ripresa negli ultimi trimestri e si è avvicinato al valore precedente alla crisi.
Trieste rimane una città nella quale la situazione del lavoro, però, è ancora delicata. L’occupazione non cresce agli stessi ritmi che nel resto del paese, e il numero di occupati, negli ultimi cinque anni, non solo è rimasto grossomodo costante ma in alcuni settori è persino diminuito. Il rischio di forti ripercussioni che potrebbero conseguire alla chiusura o ricollocazione di attività di uno o più di quelli che, identificandosi in grandi aziende o imprese di servizi che hanno attualmente la loro sede storica a Trieste, costituiscono di fatti grossi bacini occupazionali, è molto forte.
L’argomento, quindi, e la necessità d’attenzione nei confronti del potenziamento delle infrastrutture e dei collegamenti, rimangono, per l’immediato futuro di Trieste, di primaria importanza, come sottolinea Claudio Giacomelli (FdI): “Per affrontare il problema occupazionale si confida molto sulle nuove attività portuali e il Punto Franco, e spero sia una fiducia ben riposta. Abbiamo chiesto se i nuovi posti di lavoro che si possono creare nelle attività portuali siano in grado di rispondere a crisi industriali complesse compresa la Ferriera; il presidente D’Agostino ci ha risposto di sì, e questa è stata una buona notizia. C’è, inoltre, un grosso problema di concorrenza con le aziende d’oltre confine e di delocalizzazione delle imprese. Sono importanti le politiche regionali e quelle nazionali: una proposta che abbiamo portato avanti sono la detassazione locale per chi assume, fino a zero tasse locali, e questa proposta ha avuto il sostegno, in alcuni comuni, anche del Partito Democratico.”


