Teatro Miela, “Il Matto 2” e “Licenza di tortura”

29.11.16| 10.19- In occasione dei giovedì di prosa curiosa, due spettacoli al Teatro Miela per il 1 dicembre: “Il Matto 2- Ovvero io non sono stato“, di Massimiliano Loizzi, alle 21, e prima ancora l’inaugurazione della mostra fotografica “Licenza di tortura“, alle 19.30 (con aperitivo e incontro con l’autrice).

Dopo il successo di pubblico e critica ottenuto nella scorsa stagione con lo spettacolo sul processo Pinelli, Massimiliano Loizzi si occupa di un’altra morte di stato, quella di Carlo Giuliani al G8 di Genova del 2001.

“Dopo 15 anni, quei giorni e quei fatti continuano a essere scolpiti nella memoria di chi li ha vissuti. Una tragica farsa sul processo Giuliani e sulle morti di Stato.”

Lo spettacolo è scritto e interpretato da Massimiliano Loizzi, ed è prodotto da Mercanti di Storie in collaborazione con il Teatro della Cooperativa di Milano. Loizzi, uno degli attori più interessanti della nuova scena teatrale milanese, riporta in scena il suo folle personaggio, dissacrante, ironico e drammatico, in un’incredibile girandola di ingressi, dando vita a personaggi agli antipodi fra loro (giudice, avvocati, testimoni, giornalisti, carabinieri, poliziotti, onorevoli, manifestanti, black bloc e persino Giuliani stesso). Nel solco della migliore tradizione della satira e del teatro civile, lo spettacolo punta il dito sul silenzio dello Stato, in tutto condito dall’ironia surreale dell’attore/autore capace di rendere comici anche i momenti più drammatici.

Massimiliano Loizzi è tra gli attori protagonisti dei video satirici del collettivo del Terzo Segreto di Satira che hanno spopolato nel web in questi ultimi anni, e dirige con Patrizia Gandini la compagnia Mercanti di Storie, consorzio di artisti e musicisti indipendenti che lavora nell’ambito della ricerca per un Teatro Popolare d’Arte per Tutti.

licenza di tortura 2

Claudia Guido inaugura e presenta la sua ultima mostra, “Licenza di tortura“, dalle 19.30. L’intenzione è quella di farci conoscere, attraverso una serie di fotografie di ritratto, i familiari delle vittime di abusi dei detentori dell’ordine. Si ha la speranza che in questo modo le persone possano riconoscersi nella assoluta normalità, ad esempio, di Patrizia Moretti e Ilaria Cucchi. Si vuole, avvalendosi del linguaggio fotografico, umanizzare queste vicende senza alcuna drammatizzazione, senza alcuna forzatura del tutto non necessaria.

Licenza di Tortura è anche una richiesta al governo italiano: nonostante la convenzione Onu firmata 25 anni fa, l’Italia non ha ancora introdotto nel proprio ordinamento il reato di tortura. La mostra rimarrà visitabile fino all’11 dicembre.

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