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venerdì, 1 Luglio 2022

Unioni territoriali intercomunali, Serracchiani: “Importante l’apertura di Ncd e Autonomia responsabile”

25.2.2016 | 6.49 – “Dopo il voto che ha rimarcato l’azione riformatrice della maggioranza e della giunta, avvieremo una serie di incontri sui territori per spiegare l’adattamento alla legge 26 che permette a chi si è espresso positivamente sulle Unioni intercomunali di poter partire dal 15 aprile e a coloro che in questo momento hanno maturato una decisione diversa di potersi aggiungere”. E’ quanto ha dichiarato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani a seguito della seduta del Consiglio regionale, nel corso della quale è stato approvato il disegno di legge 136 sulle norme di riordino delle funzioni delle Province.

“E’ da accogliere con soddisfazione il fatto che, nel trasferimento delle competenze dalle province alla Regione, sia stata conservata la specialità del Friuli Venezia Giulia nella tutela del territorio con l’integrazione della polizia provinciale all’interno del Corpo forestale regionale, a differenza di quanto è accaduto in altri parti d’Italia. In questo nuovo scenario le Unioni territoriali intercomunali – ha detto Serracchiani – servono ai cittadini perché raccolgono le forze a fronte di quelli che sono gli impegni della Pubblica amministrazione in questa stagione di cambiamento e negli anni futuri con il doppio obiettivo di non sprecare risorse e di garantire e rafforzare i servizi esistenti”.

Serracchiani_10.8.2015-150x150La presidente della Regione ha salutato “l’importante apertura che è venuta da alcuni gruppi dell’opposizione fin dalle settimane scorse e che noi abbiamo accolto positivamente. Per questo – ha aggiunto -, anziché procedere ai commissariamenti, abbiamo aperto un dialogo che ha portato a una formulazione in base alla quale le Uti che sono pronte possono partire e, al tempo stesso, viene prevista una possibilità in più per gli altri Comuni. Auspichiamo – ha concluso Serracchiani – che le forme di premialità che abbiamo previsto nella norma, e l’abbattimento della penalizzazione per i Comuni ritardatari che quest’anno costituiscono l’Unione deciso dall’aula, diventino uno stimolo a ragionare insieme”.

Soddisfazione da parte di Ncd-AR. “L’emendamento all’articolo 33 del disegno di legge n.136 approvato dall’Aula, è stato elaborato infatti dal presidente di Ncd, Alessandro Colautti, con la collaborazione del presidente di AR, Renzo Tondo, e ha permesso di dimezzare il taglio dei finanziamenti ai Comuni, sia ai “ribelli” (ricorrenti al Tar), sia a coloro che non hanno approvato ancora l’atto costitutivo di adesione alle Uti.

La norma – scrivono i firmatari in una nota -, è stata accolta a larga maggioranza (contrari solo Lega Nord e Fratelli d’Italia, astenuto M5S). L’emendamento di Colautti (che prevede che nel primo anno di applicazione del sistema transitorio di finanziamento di cui al comma 2, la quota ordinaria è quantificata nella misura del 92,5% dello stanziamento del fondo ordinario transitorio, mentre il restante 7,5% (originariamente era il 15% come previsto dalla Giunta) è destinato alla quota di perequazione) ha rappresentato il punto di mediazione con la maggioranza e con la Giunta affinchè si potesse applicare la legge senza la spada di Damocle di un peso finanziario esagerato nei confronti dei Comuni dissenzienti.

Aggiunge Alessandro Colautti (Ncd): “I problemi della maggioranza relativamente al nuovo assetto degli enti locali sono venuti tutti a galla, e attraverso il lavoro responsabile e costruttivo fatto assieme ai colleghi di Autonomia Responsabile abbiamo messo la maggioranza di fronte alla necessità di rivedere il fondo perequativo. Fa piacere vedere che anche l’ultimo dei giapponesi è sceso dalla montagna per votare il nostro emendamento. Altro dato politico molto importante è che ora i Comuni sono più forti, e siamo riusciti ad aprire una finestra fondamentale di dialogo per il recupero del rapporto istituzionale alla vigilia della riscrittura dello Statuto.”

Renzo Tondo (AR), nella foto,  prosegue: “Autonomia Responsabile e Nuovo Centrodestra con visione politica e responsabilità sono riusciti a far capire che questa Regione non si governa a colpi di maggioranza, e la presidente Serracchiani ha dovuto fare un passo indietro capendo che non può andare contro gli enti locali. Dall’opposizione lavoriamo con responsabilità per la coesione istituzionale e sociale.” Chiude Roberto Revelant (AR): “Lo scopo dell’amendamento è volto a ricucire lo strappo istituzionale tra Regione ed Enti locali. La penalizzazione economica avrebbe inciso gravemente nelle casse dei Comuni e quindi nei servizi per i cittadini. Il suo voto ha consentito di ripristinare il dialogo permettendo di mettersi attorno a un tavolo più serenamente.”

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Roberto Toffoluttihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista professionista. Redazione Trieste All News

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