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domenica, 14 Agosto 2022

Terminal container, concessione di 60 anni a Trieste Marine Terminal

16.12.15 | 22.50 – Trieste Marine Terminal continuerà a gestire per i prossimi 60 anni il terminal contenitori del porto di Trieste. Lo ha reso noto il Commissario dell’Autorità Portuale Zeno D’agostino durante una conferenza stampa organizzata oggi presso la Regione Friuli Venezia Giulia a cui sono intervenuti, la presidente Debora Serracchiani, il sindaco di Trieste Roberto Cosolini, l’azionista di riferimento di T.O. Delta (Società controllante TMT) e presidente di Italia Marittima Pierluigi Maneschi, e il presidente di TMT Fabrizio Zerbini.

“Una concessione strategica – ha affermato D’Agostino – che grazie ad un investimento privato di 188 milioni di euro da parte di TMT, permetterà al molo VII di diventare il più importante terminal dell’Adriatico con fondali e collegamenti ferroviari adeguati.Zeno D'Agostino Con l’allungamento del molo sarà finalmente possibile costruire treni completi ( più lunghi ndr.) da 750 metri. La concessione ha superato inoltre un intoppo legato a una procedura di infrazione della Commissione Europea (Eu Pilot), grazie anche al lavoro di squadra partito fin dall’inizio con tutti gli enti territoriali”.

I lavori di allungamento del Molo VII saranno distinti in due fasi principali, alle quali se ne aggiungerà una terza per un parziale allargamento della struttura. L’investimento complessivo, per un totale di 188 milioni di euro, sarà totalmente a carico di Trieste Marine Terminal e servirà anche a collocare 2 nuove gru a servizio della banchina.

La prima fase del progetto prevede l’allungamento di 100 metri del molo (sull’intera larghezza) e avrà un costo di circa 90 milioni di euro. La seconda fase prevede un ulteriore allungamento di 100 metri. Al termine dei lavori sarà raggiunta una lunghezza complessiva di 970 metri.

La terza fase, infine, consentirà di allargare di 20 metri il lato nord del Molo VII, ma solo per 200 metri di lunghezza, creando così un “dente” che consentirà l’ormeggio una nave feeder (di dimensioni minori rispetto alle meganavi che ormeggiano al lato sud).Terminal contenitori porto di Trieste 2

“Si tratta di un privato che sta investendo ancora una volta sul Porto di Trieste – ha spiegato la presidente della Regione Serracchiani – e questo investimento si accompagna a risorse pubbliche, tra cui i 50 milioni di euro sulla parte ferroviaria di Campo Marzio che permetteranno alle infrastrutture del Porto di Trieste di fare davvero un vero salto di qualità”.

L’intervento per allungare la struttura, invece, avrà inizio nei primi mesi del 2017, nel frattempo sono già iniziati i lavori preliminari con l’abbattimento di 2 magazzini, lo smantellamento di una rampa stradale e l’analisi dei fondali.

Con le nuove infrastrutture il Molo VII sarà in grado di accogliere traffici per oltre 1,2 milioni di Teu l’anno, potendo contare su una banchina in grado di far ormeggiare contemporaneamente 2 navi da 14.000 Teu l’una.

L’investimento è stato deciso in previsione di un aumento dei traffici per l’area del nord Adriatico e del Porto di Trieste in particolare, che in questo modo diventa un riferimento ancora più preciso per i megaconsorzi già costituiti e in fase di costituzione tra le maggiori Compagnie di navigazione a livello mondiale, operativi dal Far East e dal Middle East verso l’Europa Orientale, quella Centrale e per il Sud della Germania in particolare.

Per Fabrizio Zerbini, presidente di TMT e ad di TO Delta, “La firma di questa concessione è frutto del lavoro prolungato e impegnativo da parte di tutti. In questi anni Trieste Marine Terminal ha già investito più di 63 milioni di euro in equipment, nel rifacimento totale del layout del terminal e nello sviluppo dei collegamenti ferroviari”.

Pierluigi Maneschi, presidente di Italia Marittima a azionista di riferimento del Gruppo TO Delta ha affermato: “Questo è un passo fondamentale, ma ora restano molte cose da fare: deve funzionare il Sistema Trieste. E’ necessario che la ferrovia, le istituzioni e i privati lavorino assieme. E la cosa più logica sarebbe che fossero coordinati dall’Autorità Portuale. Bisogna portare traffico a Trieste, che credo sia l’unico porto in Italia che può crescere, e questo vorrebbe dire anche un migliaio di posti di lavoro in più”.
Maneschi e Serracchiani 16.12.2015Nel frattempo – come riporta il sito ship2shore.it – nella vicina Capodistria, i lavori sul Molo I dello scalo sono avviati da tempo, avendo preso il via nel 2013 con la realizzazione di un’area per lo stoccaggio di container. Secondo il progetto il terminal potrebbe raggiungere, entro il 2020, una capacità di 1,3 milioni di TEUs all’anno.

Luka Koper ha anche annunciato recentemente un maxi investimento in nuovi mezzi di banchina, che comprende tra l’altro l’acquisto di 2 gru ship-to-shore super post Panamax.

Sui lavori al molo I “pende” una mozione votata dal partito di maggioranza nel consiglio comunale di Capodistria, che – come riferisce Il Piccolo – ha stabilito il blocco dell’estensione del Molo I, esprimendosi invece a favore della costruzione del Molo III nella baia di Ancarano”.

Questa situazione di parziale stallo potrebbe fare il gioco del porto di Trieste.

MB

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