22.10.2015 | 13.50 – E’ notizia di questi giorni di un‘indagine, condotta da Ixè di Roberto Weber, sull’accesso alle informazioni attraverso i nuovi media e quelli cosiddetti tradizionali dagli italiani.
Vediamo ora qual’è il quadro generale che emerge da tale indagine. I dati che affiorano sono piuttosto eloquenti: sono, ad esempio, i più giovani ad essere in possesso di una maggiore molteplicità di mezzi comunicazione, mostrando una progressiva distanza dalla “tradizione” comunicativa, ossia dalla televisione e dalla radio. Predominante e ormai dilagante, e non solo per quanto riguarda l’aspetto dell’informazione, risulta invece essere Internet nella fascia di età fino a 44 anni. Meno “presente”, la Rete, invece tra gli over 64, nonostante un incoraggiante 10% di questi che risultano, al contrario di quello che si potrebbe pensare, piuttosto attivi e fedeli fruitori del Web. Sono gli under 18 a detenere il record negativo, per quanto riguarda la ricerca dell’informazione: è invece la fascia tra i 25 e i 44 anni a risultare la più “assetata” di notizie, utilizzando tra l’altro più fonti e canali. Con l’aumentare dell’età aumenta anche l’interesse per l’informazione rivolta al territorio. Le fasce più anziane testimoniano, in questo senso, una fruizione più concentrata su media locali. Quanto a Internet è il canale che più di tutti viene utilizzato con frequenza costante e quotidiana: è al web che i giovani, piuttosto critici verso la tv, si affidano maggiormente.
Scorrendo i dati, e focalizzando l’attenzione sul Friuli Venezia Giulia, si noterà che i cittadini del Fvg seguono una cosiddetta “dieta mediatica” piuttosto povera (la più povera secondo l’indagine Ixè) di informazione su politica italiana ed estera, attualità, economia e società, soprattutto per quanto riguarda i giovanissimi: tra gli under 18 la quota che non si informa tocca il 15%, e nella fascia 18-24 anni è del 9%. Il picco degli informati è nella fascia attiva, tra i 35 e i 54 anni, poi si riduce per assestarsi su una media di non informati del 5%.
Per informarsi i cittadini della regione utilizzano innanzitutto la televisione, seguita dai quotidiani e Internet, poi, con percentuali più basse, la radio e infine i periodici; più è elevata il livello d’istruzione e la classe socio-economica, maggiori sono i mezzi e i canali attraverso cui ci si informa.
Una dieta, quella mediatica, che si differenzia poi per fasce d’età: gli under 25 usano soprattutto Internet; la fascia tra i 24 e i 44 anni utilizza più mezzi (Internet, periodici, canali tv a pagamento); comportamento analogo nella fascia dai 45 ai 64 anni anche se si riduce l’utilizzo di Internet e periodici; oltre i 64 anni si utilizza un numero inferiore di mezzi, concentrandosi su tv in chiaro e quotidiani.
L’indagine mette poi in evidenza un altro dato, che riguarda i generi dell’informazione ed emittenti tv e radio. Dato per certo che il telegiornale è il veicolo dominante, meno della metà dei fruitori di informazione televisiva guarda i programmi di attualità e un terzo circa i dibattiti politici (seguiti da soprattutto dagli over 44enni) mentre le inchieste attraggono più della media i 25-44enni.
Ancora dati, ancora numeri: Sull’utilizzo di tv per informazione il 62% riguarda quella in chiaro e il 14% quella pay: 88% emittenti private nazionali in chiaro; 86% Rai escluso Rai Regione; 83% Rai Regione; 65% emittenti private locali; 37% emittenti private a pagamento. L’utilizzo della radio per informazione è pari al 33%: 78% network privati nazionali; 78% Rai (escluso Rai Regione; 71% radio Rai Regione; 59% Radio Private locali). L’ascolto di radio aumenta in corrispondenza degli under 24 e degli over 64.
In calo le vendite di carta stampata, anche se la lettura resiste. La fruizione dei quotidiani a scopo informativo è pari al 49%: vengono letti mediamente per 4 o 5 giorni alla settimana, e la frequenza aumenta con l’età. E per quanto riguarda l’informazione sui quotidiani al centro sono ancora i territori.
Il 60% della popolazione del Friuli Venezia Giulia utilizza Internet: il 46% lo utilizza per informarsi – la percentuale sale fino al 69% quando si parla di 25-44enni e scende al 17% con gli over 64 – e lo fa con una frequenza media di oltre 6 giorni la settimana; quanto all’informazione nel web, è diffusa l’abitudine a navigare sui siti dei quotidiani, ma piuttosto frequentati sono anche i siti di informazione, oltre ai social network. In netta ascesa, in ogni caso, le percentuali sulla fruizione del Web.
Alcuni dati riguardano la valutazione che gli intervistati danno sull’indipendenza, l’obiettività e la completezza dei contenuti. Il mezzo più indipendente è identificato in Internet, quelli più obiettivi e completi sono ancora Internet e poi la televisione in chiaro, considerata però anche la più noiosa e superficiale. Critica comunque la posizione dei giovani verso la televisione.
Infine un capitolo su politici e social networks invita a fare delle attente riflessioni: infatti se un 4% apprezza molto che i politici comunichino con i cittadini tramite i social, il 28% apprezza abbastanza, il 25% apprezza poco e il 31% non apprezza per niente (un 12% non risponde). Insomma, la “dieta mediatica”, per evitare delle brutte indisgestioni di politica (e politici) nei nuovi media sembrerebbe suggerire: politici e social networks sì, ma attenzione a non esagerare con le “dosi”…
Alexandra Del Bianco



