Rifugiati a Trieste, Cosolini: “A Valmaura qualcuno alimenta le paure della gente, ma non c’è nessun pericolo”

7.9.2015 | 13.01 – Con un lungo post sul suo profilo Facebook il sindaco Cosolini, in merito al trasferimento di un centinaio dei 180 profughi che dimorano al Silos in un capannone della Saf in via Rio Primario, a Valmaura, ribadisce con forza che non c’e’ nessun pericolo. Secondo il primo cittadino qualcuno sta solo alimentando le paure dei cittadini.

Ecco il testo integrale:

In questi mesi stiamo assistendo a una crisi di dimensioni mondiali: le guerre, le violenze, la fame e la mancanza di speranza che si sono determinate in alcune regioni del mondo hanno spinto i loro abitanti a cercare rifugio in Europa. Questa crisi chiama ognuno alle proprie responsabilità: cittadini, amministrazioni, governi. Anche Trieste, oggi, deve scegliere da che parte stare, soprattutto vista la sua posizione di crocevia europeo, che è stata, e tornerà ad essere, la sua fortuna economica.

Noi, come Amministrazione, abbiamo fatto la nostra scelta, organizzando risposte adeguate, che uniscono la solidarietà verso chi soffre con la responsabilità di governare e gestire l’emergenza nel modo migliore per i cittadini. L’altra scelta è quella di chi pensa di murare la città, o di azzerare i servizi ai profughi, convinti che così spariranno, o di chi attacca ogni soluzione senza però mai proporre un’alternativa. Noi non ci riconosciamo in questo modo di pensare e di agire!

POSSIAMO ESSERE ORGOGLIOSI DI TRIESTE

Trieste ha risposto con uno dei più efficaci sistemi, già segnalato dalla stampa nazionale come esempio di eccellenza: tramite l’accoglienza diffusa (utilizzo di piccole strutture sparse per la città) siamo in grado di accogliere circa 600 richiedenti asilo, in modo dignitoso per loro e in modo perfettamente sicuro e sereno per i cittadini.

Sottolineo “in modo sicuro e sereno” e ne approfitto per sfatare qualche voce messa in giro da chi vuole solo spaventare i cittadini:

– le persone che arrivano hanno tutte ASSISTENZA SANITARIA e sono seguite mentre attendono che la loro domanda abbia un esito che consenta loro di partire per le loro destinazioni definitive;

– molte di queste persone già oggi partecipano a progetti di LAVORO VOLONTARIO, contribuendo alla pulizia delle strade al mantenimento del verde pubblico e a molte attività di tipo assistenziale;

– le risorse impiegate derivano da STANZIAMENTI DEL GOVERNO finalizzati a questo scopo, dunque non sono “sottratte” ai bisogni dei triestini.

NO A CHI ALIMENTA PAURE INFONDATE

Nelle ultime settimane sono arrivate altre persone in eccedenza al numero che la città è in grado di accogliere e dunque hanno trovato rifugio spontaneo e temporaneo al Silos. È necessario togliere queste persone da quella situazione e garantire loro uno spazio attrezzato sia per dormire che per essere assistiti e monitorati.
La scelta dell’immobile ex SAF corrisponde a questa esigenza.

È bene che i cittadini sappiano che:

– non c’è NESSUN PERICOLO PER LA SALUTE degli abitanti, perché il presidio medico è costante;

– non c’è NESSUN PROBLEMA DI SICUREZZA, perché la struttura sarà permanentemente presidiata e monitorata da personale specializzato, da forze dell’ordine e da associazioni di volontariato e perciò i richiedenti asilo saranno costantemente seguiti;

LA SITUAZIONE È TEMPORANEA, in attesa che la distribuzione dei profughi faccia tornare il numero dell’accoglienza di Trieste sotto il suo livello ottimale.

Nel frattempo insisteremo perché I TRASFERIMENTI AD ALTRI COMUNI SIANO PIÙ VELOCI in modo che il numero che grava su ogni territorio sia più equilibrato, e questo alleggerirà certo Trieste che, come Gorizia o Udine, trovandosi vicino al confine è maggiormente in prima linea. Se tutti fanno la loro parte l’impatto è sostenibile, vale per l’Unione Europea, per il nostro Paese e perciò per la nostra Regione. Le forze politiche che urlano contro i numeri eccessivi e alimentano allarmi sociali inesistenti a Trieste sono le stesse che boicottando la gestione e l’accoglienza dei rifugiati in altri comuni, causano il nostro esubero.

Come l’Austria e la Germania, a cui tante volte guardiamo come esempio, anche Trieste ha scelto di lavorare con efficacia, mostrando la giusta strada per affrontare l’emergenza. Gli altri ci seguiranno.

Roberto Cosolini

Roberto Toffolutti
Roberto Toffoluttihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista professionista. Redazione Trieste All News

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