A Ronchi Alitalia “sforbicia” i voli per Roma

CRONACA In arrivo una “rivoluzione” che investirà collegamenti e orari: la domenica sarà più difficile raggiungere la Capitale

1.9.2013 | 10.20 – La decisione di Alitalia di rivedere in maniera significativa i collegamenti tra lo scalo di Ronchi e la Capitale non gioverà sicuramente ai noti problemi di collegamento di Trieste, ma anche di tutto il Friuli Venezia Giulia, con il resto del Paese.

Con l’introduzione dell’orario invernale (dal 26 ottobre) chi avesse la necessità di volare verso Roma Fiumicino di sabato sarà costretto a farlo al mattino, ultima partenza utile 11.30 o in serata (19.15). La partenza delle 15.20 non risulta più disponibile. Ancora meno opportunità alla domenica, che vede il “taglio” della partenza delle 11.30 e la modifica degli orari dei tre voli rimanenti che decolleranno alla volta del Leonardo da Vinci, rispettivamente alle 7.30 (prima 6.50), 16.55, (prima 15.20), con ultimo decollo della giornata previsto alle 20.50.

La vera novità in senso negativo è data dall’operazione effettuata sugli orari delle partenze feriali: il numero di toccate giornaliere previste rimane lo stesso – cinque- , ma di fatto al mattino le due partenze delle 6.50 e delle 7.15 vengono condensate in un unico volo, con partenza (stando a quanto riportato sul sito Alitalia) alle ore 7.30; le possibilità successive saranno alle 9.50 ed alle 11.50, il volo pomeridiano alle 16.55 ed il serale alle 20.50.

A subire le conseguenze di questa decisione Alitalia in particolare la clientela business o chi ha la necessità di trovarsi nella Capitale di buon mattino; con l’orario attuale il volo delle 6.50, pur costringendo ad una “levataccia”, permette, traffico romano permettendo, di essere in centro attorno alle 9.30-9.45, cosa praticamente impossibile con i nuovi orari. Non dovrebbero esserci conseguenze, invece, per le coincidenze con i voli intercontinentali, i cui orari subiranno una modifica rispetto agli attuali.

Ovviamente seccate le reazioni del management dello scalo giuliano. Si teme infatti una riduzione in termini annui del numero di traffico di passeggeri e una flessione, vuoi per la crisi, vuoi per le soluzioni “alternative” adottate da molte aziende, si è già verificata su quella che viene considerata, per ovvi motivi, come una delle rotte più richieste.

Si auspica che Alitalia possa ripristinare, almeno per le fasce orarie più gettonate, l’utilizzo di aeromobili più capienti rispetto agli Airbus 319 e agli Embraer E75 che con le loro capacità “ridotte” in termini di numero di passeggeri, sono stati, in questi mesi, messi più volte alla corda dalle richieste dell’utenza (la foto è di repertorio).

A tal proposito, è di pochi giorni fa il mini vertice che la presidente Serracchiani ha avuto un con l’amministratore delegato di Alitalia Gabriele Del Torchio. «Al centro dell’incontro – riporta un comunicato stampa – le possibili proiezioni che possono interessare l’Aeroporto di Ronchi dei Legionari, alla luce dei prospettati futuri impegni di Alitalia nel Nord-Est, in sinergia tra tutti gli scali dell’area, in particolare con Venezia», (anche se proprio in questi giorni SAVE – gestore del Marco Polo – ha dimostrato di voler accrescere la sua presenza nell’aeroporto di Verona).

La governatrice ha dichiarato inoltre di essersi confrontata con l’ad del vettore italiano «sulle prossime decisioni di Alitalia in merito ai voli da e per Roma e Milano che interessano Ronchi».

Marco Bonini

(Riproduzione_Riservata)

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