Dedicato a tutti quelli che …

21.03.2020 – 16.30 – Difficile trovare il bicchiere mezzo pieno quando ci si trova agli arresti domiciliari e non si ha nemmeno la possibilità di poter fare un reale conto alla rovescia.
Non so che lavoro facciate voi, lettori. Io insegno. Mi collego con i miei allievi via skype tutte le mattine e gli studenti, anche se non obbligati ci sono e si fa lezione. E come me un nutrito numero di colleghi si sta cimentando. C’è chi si collega su Edmodo, chi con WhatsApp, chi nel forum del registro elettronico, chi con i canali youtube, Zoom.

Didattica a distanza con i ragazzi della 3i del Liceo Galieli di Trieste
Didattica a distanza con i ragazzi della 3i del Liceo Galieli di Trieste

Non siamo in vacanza, nessuno di noi lo è. Qualcuno, forse, non ha molta dimestichezza con la tecnologia e la didattica a distanza ma siamo tutti pieni di buona volontà e chiediamo ai genitori di sostenerci, non nelle attività didattiche, ma nel far uscire dal letto i figli all’ora stabilita e di affiancarci in questo momento di grande incertezza. Siamo consapevoli che la tecnologia ci consente la sperimentazione, che non è puro spostamento della lezione frontale dalle aule alle piattaforme di videoconferenza, ma è progettualità e consapevolezza.
In questi giorni sto ascoltando genitori preoccupati, mamme arrabbiate, papà che si offrono per aiuti informatici, nonne disperate che non possono più vedere i loro nipoti, amici in crisi perché soli, colleghi stanchi e affaticati. E ho tempo di ascoltare tutti perché non devo schizzare da una parte all’altra della città immersa nei miei mille impegni di ogni giorno, perché sto a casa. Ieri pomeriggio la mia sottovicina ha visto che facevo ginnastica e mi ha chiesto di unirsi a me, ovviamente mantenendo la debita distanza. Questa mattina eravamo in quattro (si è aggiunto un vicino di casa) e due miei amici in videochiamata su WhatsApp.
Ho ripreso rapporti con persone che non sentivo da una vita. Sto spendendo il mio tempo per gli altri, cosa che, notoriamente, ho sempre fatto molta fatica a fare, perché da buona “furlana” per me:” il tempo è denaro”.
L’altro giorno ho iniziato la lezione con i miei studenti della 1L del Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Trieste chiedendo loro: “raccontatemi una cosa bella che vi è successa negli ultimi giorni”. Dopo lo sbalordimento iniziale (e quando mai la prof. ha iniziato la lezione con una domanda simile?) a turno tutti hanno detto qualcosa: “la mamma mi ha fatto la torta (e non una torta confezionata, ma una torta vera)”, “ora che sono a casa posso fare colazione con calma la mattina”, “posso giocare con la mia sorellina di un anno”. Ma c’è anche chi ha assicurato che si sente più rilassato e che, pur non potendo allenarsi, riesce comunque a fare degli esercizi con vecchia attrezzatura trovata in cantina.
La prigionia in cui siamo costretti non può uccidere la bellezza che c’è in ognuno di noi e questa lettera, scritta dalla maestra Donatella ai suoi piccoli allievi della 2A della “Filzi Grego” di Trieste, ne è testimonianza:

Ciao bambini! Oggi mi rivolgo a voi. A te Alice, che non puoi cancellare la lavagna, a te Anastasia, che non puoi distribuire i quaderni, a te Asia che con la tua vocetta squillante non racconti del fratellino, a te Beatrice che non puoi darmi la mano per uscire, a te Francesca che non puoi far merenda assieme agli altri, a te Sonja che neanche sottovoce ti puoi far sentire, a te Stella che non puoi raccontarmi della sorellina, a te Vittoria che non puoi giocare vivace sul tuo banco . . .
E a te Diego, che non puoi venire a chiedermi coccole, a te Fabio che non puoi vedere la volpina, a te Giulio che non puoi scattare in piedi per rispondere, a te Leonardo che non puoi intervenire sempre, a te Manuel che non puoi girarti indietro verso gli amici, a te Martino che non puoi ricevere complimenti, a te Noel che non puoi propormi di andare in giardino, a te Tiziano che non puoi arrabbiarti se non escono i tuoi numeri della tombola. . .
Siete piccoli, ma grandi abbastanza per capire ciò che desidero dirvi. Se la scuola è chiusa non lo è per niente. Il motivo è importante e tutti noi dobbiamo fare ciò che possiamo. Voi bambini siete bravissimi e so che potete anche voi collaborare. Come? Ora ascoltatemi. Quando vi mando il lavoro da fare, mettetevi tranquilli in un posticino della vostra casa e DA SOLI cercate di seguire le mie indicazioni, gli esercizi, le letture, quello che c’è. COME POTETE. ANCHE SE SI SBAGLIA NON SUCCEDE NIENTE. Importante è cercare di fare qualcosa per non dimenticare. Meglio poco, che non far niente. Ma soprattutto, non coinvolgete i vostri genitori che già hanno tante cose a cui pensare, c’è chi lavora da casa, c’è chi deve badare a fratelli più piccoli, chi deve occuparsi dei nonni, e chi ha tante tante altre cose.Vi raccomando, ho fiducia in voi tutti, buona domenica bambine e bambini splendidi. Evviva la 2 A! La vostra maestra Donatella.