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domenica, 2 Ottobre 2022

Sei mesi di stop per il tram di Opicina, quasi due milioni di euro per farlo ripartire

CRONACA L’assessore Omero: «Sarà migliorato e valorizzato. Cercheremo di agganciarlo al progetto di collegamento metropolitano fra Trieste e Capodistria»

8.9.2012 | 23.05 – Non vi sarà alcun “ridimensionamento” della Trenovia di Opicina. Al contrario, per la sua grande valenza turistica, d’immagine, ma anche alla luce del suo rilevante apporto nel quadro del sistema del Trasporto Pubblico cittadino, “el Tran de Opcinadovrà essere ulteriormente migliorato e valorizzato, anche nell’ambito dei progetti di “Smart city” e dei progetti europei per il trasporto “leggero” e non inquinante.

Così l’assessore Fabio Omero, il direttore generale della Trieste Trasporti Pier Giorgio Luccarini e l’ing. Raffaele Nobile vice-direttore di esercizio della Tt, hanno fermamente replicato a qualunque ipotesi di de-potenziamento o addirittura cessazione della storica Trenovia. Omero e Luccarini, nel corso di una conferenza stampa, indetta per illustrare i prossimi lavori di manutenzione, hanno innanzitutto sottolineato, come nonostante l’indubbiadelicatezzadi vetture e impianti che nascono molti anni fa e la necessità di manutenzioni complesse («dove alcuni singoli pezzi devono essere volta per volta costruiti singolarmente, al tornio» ha ricordato Luccarini), il Tram di Opicina rimanga a tutti gli effetti uno dei vettori essenziali del nostro trasporto pubblico locale, portando ben 700 mila passeggeri ogni anno e “servendo quindi molto bene – hanno osservato – sia i cittadini che i turisti, oltre che essere l’unico collegamento fra città e Altipiano di fatto sempre funzionante in caso di nevicate».

Ecco dunque che, «oltre a rappresentare un indubbio patrimonio storico e culturale che deve venir salvaguardato – ha argomentato Luccarini -, amato anche dai tanti numerosi appassionati di trasporti di tutti i Paesi essendo l’unico impianto in tutta Europa con queste caratteristiche, il tram può e deve essere potenziato e per quanto possibile valorizzato anche dal semplice punto di vista della sua validità come mezzo di trasporto cittadino.

«In tal senso – ha detto Omero – si cercherà di inserire la Trenovia anche nei progetti per la cosiddettaSmart city” (che possono finanziare, tra gli altri aspetti, anche i trasporti elettrici eco-compatibili), magari “agganciandola” anche all’altro progetto europeoAdriaA” affidato all’Ince che prevede la futura realizzazione di un collegamento metropolitano Trieste-Capodistria-Gorizia-Nova Gorica e fino agli aeroporti di Ronchi e di Lubiana, in gran parte avvalendosi della linea dell’ex Ferrovia Transalpina (Stazione di Campo Marzio).

Intanto il Comune e la Trieste Trasporti hanno snocciolato le “voci” del notevole impegno finanziario a sostegno del Tram di Opicina programmato per i prossimi, imminenti lavori e suddiviso fra i due enti, con un rapporto di circa 3 a 1 in capo al Comune, per un totale complessivo, fra manutenzioni straordinarie, ordinarie e investimenti, di circa 1 milione e 800 mila euro. Lavori che andranno dalla sostituzione delle pulegge nella sala argano funicolare, alla ristrutturazione della cabina elettrica di via Marziale per la produzione e la rigenerazione dell’energia di trazione (qui, cioè, con l’interessante innovativa introduzione di un dispositivo che riverserà in rete l’energia in surplus generata durante la fase di frenatura elettrica dei tram), dal rinnovo di varie tratte di binario alla ristrutturazione del capannone-deposito di Opicina, dalla obbligatoria revisione speciale quinquennale della funicolare alle manutenzioni ordinarie di binari, mezzi e linea elettrica ecc.

Un insieme di opere che rendono necessaria la sospensione del servizio tranviario (sostituito dalla linea bus 2/) per un arco di 5-6 mesi. Sospensione che sarebbe comunque scattata in questi giorni («a prescindere dall’incidente avvenuto nei giorni scorsi» è stato precisato), per precisi obblighi di rispetto delle leggi sui tempi delle revisioni e manutenzioni straordinarie degli impianti funicolari pubblici, «motivo per cui – ha detto Omero – si era già pensato di festeggiare il “compleannodel Tram a 111 anni dalla costruzione, a lavori completati».

«Un complesso di opere – hanno rimarcato infine Luccarini e l’ing. Nobile – che per il suo forte impegno, sia economico che operativo e professionale, costituisce la miglior risposta ai pochi  che ritengono che l Tram possa essere abbandonato».

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