Protezione civile, la Regione contesta le proposte del governo Monti

CRONACA Nel mirino di Ciriani l’idea di assegnare ai prefetti il ruolo di coordinamento e la nuova tassa sui carburanti per finanziare il fondo nazionale

17.4.2012 | 11.43 – Il vicepresidente della Giunta regionale Luca Ciriani ha preso parte, ieri in videoconferenza, alla riunione della Commissione Protezione civile della Conferenza delle Regioni. “Ho fatto presente l’assoluta contrarietà del Friuli Venezia Giulia alla modifica normativa proposta dal Governo – ha spiegato Ciriani – che vuole assegnare ai prefetti il ruolo di coordinamento degli interventi della Protezione civile”.

“Si tratterebbe – secondo Ciriani – di un passo indietro di dieci o addirittura vent’anni nel funzionamento del servizio, appesantendo le procedure di una macchina che fa invece della velocità d’intervento il suo punto di forza. Il Governo – ha proseguito il vicepresidente – dovrebbe al contrario promuovere il modello operativo del Friuli Venezia Giulia, dove il collegamento diretto fra l’apparato regionale, i sindaci e i gruppi comunali dei volontari garantisce un funzionamento efficace e senza sovrapposizioni di competenze, situazione in cui precipiteremmo se venisse approvata la proposta oggi sul tavolo”. 

“Già ora – è opinione di Ciriani – la nostra azione è caratterizzata dalla massima collaborazione con tutte le forze dello Stato, che vengono efficacemente integrate e coinvolte nella gestione delle emergenze, ma spostare il coordinamento delle emergenze in capo ai Prefetti, e quindi a livello provinciale, vorrebbe dire far venire meno quella visione d’insieme propria del livello regionale che garantisce la corretta ed omogenea gestione delle risorse”.

Il vicepresidente ha commentato, inoltre, la decisone del Governo di imporre un’ulteriore accisa di 5 centesimi al litro sui carburanti, che andrebbe a finanziare il fondo nazionale della Protezione civile: “Anche questa è una idea sbagliata e particolarmente fastidiosa, in primis perchè si va a gravare nuovamente sulla benzina e sul gasolio, che in Italia sono già tassati talmente tanto da essere i più cari del mondo, in secondo luogo perché si insinua l’idea che la Protezione civile sia un ulteriore costo anziché quello che è in realtà, e cioè un inestimabile patrimonio a difesa dei cittadini e a cui le istituzioni ricorrono per fronteggiare le emergenze e anche le attività ordinarie”.

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