Stasera i gestori si sono trovati a Gorizia dove due commercianti stanno facendo lo sciopero della fame: la politica intanto è a caccia di soluzioni

25.1.2012 | 22.43 – Pompe di benzina a secco, se non ancora di carburante, di certo di clienti. Si calcola che il calo strutturale delle vendite di carburante, iniziato già cinque anni fa, abbia toccato una riduzione delle vendite del 70% a Trieste e provocato un danno erariale regionale, ogni anno, di circa 200 milioni di euro. Di questa situazione stanno approfittando i distributori della Slovenia (nella foto le code a Rabuiese). Il centro della protesta è a Gorizia dove due benzinai stano facendo lo sciopero della fame e dove stasera si sono ritrovati i gestori di tutte le province del Friuli Venezia Giulia. Dopo tante polemiche qualcosa però si sta muovendo a livello nazionale. Il presidente Tondo ha reso noto che oggi ci sono stati dei contatti con il governo Monti tesi a trovare una soluzione.
Ma anche la politica regionale sembra passare all’azione. L’assessore alle Finanze Sandra Savino, in accordo con il vice presidente Luca Ciriani, ha dato mandato agli uffici regionali di verificare la possibilità di introdurre temporaneamente, per la durata massima di un mese, un correttivo d’emergenza con il fine di compensare i mancati introiti relativi al consumo dei carburanti con particolare riferimento alle economie di confine della nostra regione, la cosiddetta fascia 1.
“Nella piena consapevolezza della situazione congiunturale presente sul territorio, con particolare riferimento alle zone di confine – ha dichiarato Savino – e nelle more di quanto già riconosciuto informalmente dal Governo nazionale, stiamo valutando se, come ed in che misura introdurre tale correttivo d’emergenza. Siamo ben consapevoli – aggiunge l’assessore – che il tutto deve avvenire nel pieno rispetto degli equilibri di bilancio, ed è per questo che gli uffici stanno valutando attentamente ed accuratamente la compatibilità della misura straordinaria prospettata anche sotto il profilo dell’impegno delle risorse finanziarie”.
Roberto Toffolutti


