Accolti in Municipio i nuovi agenti della Polizia Locale. Ancora aperti i dubbi sulle armi.

19.03.2019 – 19.55 – “Benvenuti in un Corpo che è un’eccellenza del nostro Comune”. È iniziato con queste parole l’incontro fra i 15 neoassunti della Polizia Locale di Trieste e il Sindaco Dipiazza, nel salotto azzurro del Municipio, assieme al Vicesindaco Paolo Polidori, all’Assessore alle Risorse Umane Michele Lobianco e al Comandante del Corpo Walter Milocchi. Il Sindaco ha poi continuato spronando i nuovi assunti vincitori del concorso, che portano a 220 il numero degli agenti presenti sul territorio comunale del capoluogo giuliano, a dedicarsi con impegno e “massima collaborazione, per servire al più alto livello una città che merita tutte le nostre attenzioni per poter continuare a migliorare e a progredire”. Una città, secondo Roberto Dipiazza, in via di trasformazione, dove talvolta buone abitudini ed educazione di un tempo non sempre sono così scontate. “Anche per questo” ha concluso il Sindaco “il vostro compito non sarà solo quello classico, di dare le multe ove necessarie, ma, più ampiamente, quello di attuare una indispensabile, attenta vigilanza generale sui diversi aspetti sensibili del nostro territorio”. Il Comandante Milocchi, ha espresso la propria soddisfazione sottolineando “Un’assunzione che interviene finalmente, dopo ben 18 anni, a rimpinguare i ranghi del Corpo”.

Nel frattempo, non si sono ancora ripianate le difficoltà, avanzate dai Sindacati rappresentanti delle Forze di Polizia Locale, e la discussione in merito alla dotazione o meno di armamento individuale da parte del Corpo nel comune giuliano. Nonostante l’approvazione della relativa delibera in Consiglio Comunale a novembre 2018, resta aperta la polemica sull’opportunità o meno dell’applicazione del progetto della Giunta, volto ad aggiornare il ruolo della Polizia Locale alle nuove necessità del territorio. Una dotazione, quella della pistola d’ordinanza, non certo nuova ai Corpi di Polizia Comunale e in uso nella maggioranza dei capoluoghi di regione italiani: mancano all’appello solo Ancona e Trieste, dove c’è ancora molta resistenza che è stata spiegata con necessità di maggiore addestramento e perplessità nei confronti dell’assunzione di un ruolo tradizionalmente riservato ad altri corpi. Prendendo in considerazione invece i capoluoghi di provincia del Friuli Venezia Giulia, i comuni di Pordenone e Udine hanno già incluso l’arma individuale nell’equipaggiamento.

L’iniziativa nel Comune di Trieste dovrebbe trovare applicazione entro i prossimi anni e mira inizialmente a dotare di arma individuale almeno 100 operatori, con costo stimato di circa 70 mila euro. L’introduzione dell’arma tra le dotazioni degli agenti della municipalizzata permetterebbe di estendere i turni anche alla fascia notturna, aumentando di conseguenza il servizio di pattugliamento sul territorio e andando così ad affiancare il lavoro di Polizia e Carabinieri; ed è proprio su questi due punti che gli agenti della Polizia Locale hanno espresso forte perplessità attraverso i loro rappresentanti sindacali, sottolineando l’età avanzata del personale, che in media rientra nella fascia fra i 50 e i 52 anni; un ostacolo per gli agenti, che dovrebbero venir istruiti con corsi di preparazione all’uso dell’arma, pratici, teorici e psicologici, prima di poter essere operativi. A questo poi si aggiunge la questione avanzata sui possibili obbiettori di coscienza: molti poliziotti della Locale sostengono infatti di aver scelto questo Corpo di Polizia proprio per non avere la preoccupazione di dover gestire un’arma, anche in ambiente domestico. L’inserimento delle armi, secondo la sigla sindacale Cisl, porterebbe infatti solamente ad un ulteriore aggravio alle già molteplici funzioni svolte dal Corpo, a carico degli agenti in organico nel capoluogo triestino senza apportare nessun beneficio. Una possibile richiesta, da parte dei dipendenti che vogliono dichiararsi obiettori di coscienza, è quella di essere trasferiti ad un’altra area dell’amministrazione comunale; opportunità che in altre regioni finora non è mai stata messa a disposizione. Una sentenza, emanata dal Tribunale di Venezia, ha rigettato il ricorso degli agenti della Polizia Municipale del posto, i quali avevano richiesto la sospensione della procedura di armamento e il diritto a svolgere il servizio privi dell’arma.

Il confronto tra chi è pro, indubbiamente il Comune, e chi è contro, le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil che rappresentano i lavoratori, rimane aperto, con le sigle sindacali che avvalorano la loro posizione indicando anche le statistiche riportanti un calo del 3,29% del crimine a Trieste (fonte: Il Sole 24 Ore) rispetto al 2017. Dato numerico in netto contrasto con la percezione della sicurezza da parte dei cittadini riportata dall’Amministrazione Comunale.

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