Il Museo Revoltella presenta l’artista della solitudine : Arturo Nathan

12.07.2018-9:52– Venerdì 13 luglio alle ore 16:30 e alle 18:00 alla Galleria di arte moderna, il Museo Civico Revoltella, appuntamento per la rassegna “Storie nell’Arte” con il grande pittore Arturo Nathan, artista della solitudine. La vita e l’attività dell’artista verrà narrata attraverso le parole del grande critico Manlio Malabotta, la mostra a cura di Sabrina Morena sarà accompagnata dall’esecuzione di Maurizio Zacchigna e Agnese Accurso al violino.

La mostra, incentrata sul quadro “Solitudine”, opera in cui è  raffigurato il “personaggio pittore” che osserva il mare seduto su uno scoglio, presenterà “il personaggio Arturo Nathan” nel suo sguardo distaccato, raccontando la sua vita e ripercorrendo la sua ricerca artistica attraverso le testimonianze della sorella Daisy e degli amici che lo circondano: dagli artisti Carlo Sbisà a Giorgio Carmelich, al critico Manlio Malabotta e al pittore Cesare Sofianopulo. L’immagine dell’artista verrà evocata anche mediante la lettura dei suoi “Sonetti Metafisici” e delle sue lettere dal confino all’amico Carlo Sbisà.

Nato a Trieste il 17 dicembre 1891 da una famiglia ebraica, si appassiona agli studi filosofici contro il volere del padre che cerca di indirizzarlo verso l’attività commerciale di famiglia. Partecipa alla prima Guerra Mondiale alla quale è chiamato dall’Inghilterra per prestare servizio, avendo ereditato la cittadinanza inglese dal padre nato in India sotto il dominio di questa. Torna in Italia nel 1919, dove si dedica alla pittura per la quale fin da piccolo aveva dimostrato una precoce propensione. A suggerirgli di trasformare la passione in un lavoro sarà lo psicanalista Edoardo Weiss, allievo di Sigmund Freud, al quale si era rivolto per curare una forma depressiva. La sorella Dasy, all’interno di una testimonianza raccolta da Maurizio Fagiolo dell’Arco (1990), racconta il percorso artistico del fratello che, tornato dalla guerra si era iscritto a una scuola di nudo del Circolo artistico di Trieste e in seguito prosegue gli studi presso i pittori triestini Alberto Slataper e Giovanni Zangrando.

Il suo esordio avviene nel 1924 alla mostra del Circolo di Trieste, dove presenta un autoritratto nel quale si riconosce da subito l’influenza dell’arte metafisica. Il suo stile è caratterizzato da un’attenta osservazione della vita al fine di esprimerne il mistero con immagini e forme, che per egli è espressione della parte inconscia e più profonda dell’essere.
Nel 1925 e a Milano nel 1930 farà la conoscenza di De Chirico, da questi fortunati incontri nascerà un’importante collaborazione che segnerà la sua carriera artistica. Infatti il critico americano James T.Soby (1941), direttore di un importante studio dedicato a De Chirico, annovera Nathan tra gli esponenti ufficiali di questa corrente artistica.

Nel 1943 Nathan viene internato nel campo di prigionia di Carpi e in seguito viene deportato in Germania dove muore nel novembre del 1944. De Chirico nel 1945 lo ricorda commosso in un articolo a lui dedicato, e nel 1948 alla Biennale di Venezia gli viene dedicata una retrospettiva commemorativa a cura di Apollonio.

L’evento durerrà circa 45 minuti, il biglietto sarà acquistabile mezz’ora prima dello spettacolo all’ingresso del museo, in prevendita al Teatro Miela dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19- info: Teatro Miela 9 – 13 tel. 040365119 – [email protected] WWW.MIELA.IT

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