17.11.16| 09.37- In agosto gli investigatori del Nucleo di polizia giudiziaria della Polizia Locale avevano arrestato il triestino M.A., un giovane pusher di 19 anni, molto attivo tra i suoi coetanei adolescenti: la cattura era avvenuta nell’ambito dell’operazione Power 2016 e ne avevano rappresentato un tassello importante.
Il ragazzo, condotto nel carcere di via Coroneo, si era visto commutare la sentenza da una misura restrittiva a una detenzione domiciliare e in un momento successivo nel solo obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria ogni giorno, una concessione di fiducia in un’ottica di recupero sociale del ragazzo.
Gli investigatori, che continuavano intanto la sorveglianza, hanno avuto di recente prove inconfutabili che era rientrato nel giro dello spaccio locale: dagli spostamenti in Slovenia per rifornirsi di eroina, al progressivo riaggancio dei contatti troncati lo scorso agosto, al momento dell’arresto. Alla fine di ottobre era stato fermato proprio dagli agenti della Polizia Locale, insieme ad un suo vecchio cliente: i due erano stati trovati con addosso un certo quantitativo di eroina (destinata alla piazza triestina) appena acquistata in Slovenia dal loro pusher abituale.
Il giudice, alla luce delle nuove indagini preliminari, ha pertanto deciso una sentenza più restrittiva, confinandolo alla detenzione domiciliare.
(Immagine di repertorio)


