30.6.2015 | 16.39 – Continuano ininterrotti i sequestri a Trieste di sigarette. Solo qualche settimana fa era stato fatto il focus sui transiti intercettati in ingresso Stato dai valichi della provincia, che avevano portato la Guardia di Finanza di Trieste a sequestrare circa 40 tonnellate nella provincia giuliana nel solo 2015. Stavolta, nella rete dei controlli delle Fiamme Gialle è finito un cittadino rumeno alla guida di un autoarticolato.
Nulla di particolare alla intimazione dell’alt dei militari: aperto il portellone posteriore il mezzo risultava, a vista, completamente vuoto; dal portellone posteriore sino alla cabina del conducente. Tuttavia, il lungo vano di carico risultava sensibilmente più corto di quanto potesse apparire all’esterno. Nel fondo, una paratia metallica che proteggeva la cabina guida. Proprio questa, una volta scoperto completamente il vano di carico del mezzo telonato, risultava mobile in modo da creare un’intercapedine modulabile: tra la cabina del conducente e la paratia, poco più di due metri lineari che, sfruttando l’altezza dell’autoarticolato, riuscivano ad occultare quasi tre tonnellate di sigarette di contrabbando di brand ormai noti agli investigatori (Winston, Regal, Marlboro, LM, etc).
Il conducente del mezzo, un cittadino rumeno, veniva tratto in arresto per contrabbando doganale, sentita I’Autorità Giudiziaria. In giornata, veniva poi associato alla casa circondariale. Il sistema seguito dalle organizzazioni contrabbandiere non sembra mutare più di tanto: se, in genere, i carichi illeciti vengono scortati da merce cosiddette “di copertura” (di solito, di modico valore commerciale), talvolta si preferisce tentare il passaggio dai valichi giuliani occultando le sigarette in mezzi apparentemente privi di carico, modificati strutturalmente (autocarri, camper, auto, etc).
Ancora una volta le sigarette sequestrate fanno riferimento a manifatture di chiara origine dell’Europa dell’Est. Di certo, viste le quantità di sigarette sequestrate, il Friuli Venezia Giulia sarebbe stato interessato solo marginalmente dalla fase della immissione in consumo. Gli investigatori sembrano ormai orientati a sviluppare le indagini anche all’estero, sfruttando i protocolli esistenti con le Autorità giudiziarie estere, al fine di individuare le sedi di produzione dei tabacchi, illecitamente introdotti nel territorio nazionale.


