Undici cinghiali ritrovati morti nei boschi di Basovizza: avvelenamento?

CRONACA L’assessore Dolenc: «Se così fosse, gesto grave e sconsiderato». Domani i primi riscontri dalle autopsie sulle carcasse

5.03.2013 | 21.49 – Questa mattina vi avevamo dato la notizia di una bufala che stava girando su internet e su Facebook riguardo ad alcuni cinghiali ritrovati morti nei boschi intorno a Basovizza. Purtroppo di bufala non si tratta, e a sviarci era stata una vecchia foto presa dal web che con il Carso nulla aveva a che fare. Fortunatamente, nel corso della giornata, grazie anche alle preziose segnalazioni di alcuni lettori, siamo riusciti a ricostruire con più precisione la vicenda. Ecco i fatti: alcuni cinghiali, 11 per la precisione, come ci ha confermato il Vicepresidente della Provincia di Trieste e assessore competente, Igor Dolenc, sono effettivamente stati ritrovati morti vicino all’Osservatorio astronomico di Basovizza.

Il ritrovamento delle carcasse è stato fatto giovedì scorso da un cittadino che passeggiava in quei boschi e che ha subito allertato la Polizia Ambientale. Pare, secondo quanto riportato in uno dei gruppi di Facebook in cui vivace è stata la discussione sull’argomento, che all’inizio le carcasse ritrovate siano state 4. Dopo una più attenta ispezione del territorio, la scoperta delle altre. La Polizia Ambientale, nei giorni seguenti, è stata costretta anche ad abbattere alcuni esemplari che presentavano un comportamento anomalo.

Il dubbio fortissimo è che gli animali siano stati avvelenati da qualche sconsiderato che probabilmente voleva risolvere a modo suo quella che per molti agricoltori del Carso triestino è una vera e propria piaga, senza però tener conto delle conseguenze. «Il numero di animali morti, il breve arco temporale in cui tutto si sta concentrando (ovvero da giovedì ad oggi ndr) e il fatto che questi decessi sono avvenuti in una popolazione diversificata sia per età che per sesso – ci ha detto Dolenc – ci fa fortemente sospettare che siamo davanti ad un caso di avvelenamento procurato dall’uomo».

«Abbiamo avviato – ha continuato Dolenc – una indagine e un monitoraggio costante del territorio e presto sapremo se si tratta di una malattia o di un’azione dolosa. In questo secondo caso dovremmo rivolgerci alla Magistratura. Altrimenti sarà la Asl ad intervenire». Già domani mattina è previsto in Provincia un incontro in cui si farà il punto della situazione con la Polizia Ambientale, alla luce dei primi risultati avuti dalle autopsie sugli animali rinvenuti.

«È evidente – ha affermato ancora Dolenc – che se di avvelenamento procurato si tratta, è un gesto grave e da condannare, fatto senza nemmeno rendersi conto delle possibili conseguenze. Non ci sono pericoli immediati per l’uomo, ma pensiamo a chi va a caccia e che potrebbe abbattere un cinghiale che ha ingerito il veleno: quali possono essere gli effetti su chi consumerà quella carne? È evidente che è un metodo inaccettabile per risolvere il problema, assolutamente da censurare».

Quindi nessun pericolo immediato per l’uomo, per cui chi è abituato a passeggiare in quei boschi può continuare a farlo. Più attenzione devono fare, invece, i proprietari di cani che lì portano a spasso i loro animali in quanto, se di veleno si trattasse, questo potrebbe essere letale anche per loro.

L’assessore Dolenc lancia un ultimo appello, chiedendo aiuto ai cittadini: «Chiunque noti degli animali morti chiami subito la Polizia Ambientale e non tocchi i cadaveri. È importante rimuovere subito le carcasse poiché potrebbero a loro volta infettare gli animali che dovessero nutrirsene».

Ilaria Bagaccin 

 

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