EVENTO L’appuntamento è alle 18. L’iniziativa coinvolge 189 paesi del mondo. Obiettivo? Far ballare un miliardo di persone

14.2.2013 | 9.39 – “Un miliardo di donne violate è un’atrocità, un miliardo di donne che ballano è una rivoluzione. Ballare significa libertà del corpo, della mente e dell’anima. È un atto celebrativo di ribellione, in antitesi con le forme oppressive delle costrizioni patriarcali.” Parola di Eve Ensler, autrice de “I monologhi della vagina” e attivista e fondatrice del “V-Day”, che ha creato la campagna One Billion Rising.
Un’iniziativa diversa rispetto a quelle che abbiamo visto fin qui, perché ha un obiettivo davvero ambizioso: raggiungere un miliardo di persone.
L’evento a livello mondiale propone una risposta globale e pacifica alla violenza portando in piazza donne e uomini che, con il ballo e la musica, vorranno dare un segnale pacifico di contrarietà al fenomeno del femminicidio. Un miliardo di donne e uomini, di 189 paesi del mondo, balleranno tutti insieme in nome della solidarietà e della protesta contro queste atroci violenze. Oggi, giovedì 14 febbraio, in tutte le piazze si celebrerà la volontà di mettervi fine e di gridare “Basta!”. A Trieste l’appuntamento è alle 18 in piazza Unità.
L’iniziativa ha suscitato grande interesse e attenzione da parte dei media di tutto il mondo. Per diffondere il messaggio, è stato realizzato un video dal titolo “Break the Chain” (Rompere le catene), visibile su Youtube. Inoltre, numerose organizzazioni mondiali hanno aderito: da “Amnesty International” a “Equality Now”, mentre cresce quotidianamente la lista di testimonial d’eccezione a supporto volontario della campagna: Robert Redford, Yoko Ono, Naomi Klein, Jane Fonda e Laura Pausini. Negli ultimi mesi è persino arrivata l’adesione del Dalai Lama, di Anne Hathaway, di Berenice King (figlia Martin Luther King) e di Michelle Bachelet, ex Presidente del Cile e oggi responsabile di Un Women.


