Incidenti stradali in aumento: in Friuli Venezia Giulia una vittima ogni cinque giorni

27 luglio 2026 – ore 11:30 Le vittime non sono aumentate, ma gli incidenti sì. E, insieme a loro, cresce anche il bilancio dei feriti. È il quadro che emerge dagli ultimi dati Istat sull’incidentalità stradale, che fotografano un 2025 in chiaroscuro: se da un lato in Italia i decessi continuano a diminuire, dall’altro si registra un aumento dei sinistri e delle persone rimaste ferite. A livello nazionale, nel 2025 si sono verificati 177.207 incidenti stradali con lesioni a persone, in aumento del 2,2% rispetto all’anno precedente. I feriti sono stati 237.822 (+1,7%), mentre le vittime sono scese a 2.868, con un calo del 5,3% rispetto al 2024. Per la prima volta dal 2020 il numero dei morti sulle strade italiane torna così sotto quota 3.000. Nonostante il dato positivo, il costo sociale dell’incidentalità resta elevatissimo: secondo Istat e ACI supera i 18 miliardi di euro, sfiorando l’1% del Pil nazionale. Tra le cause più frequenti degli incidenti continuano a prevalere la distrazione alla guida, il mancato rispetto della precedenza, la velocità troppo elevata e le manovre irregolari.

Il confronto con l’Europa

Il confronto con il resto d’Europa evidenzia però come il percorso dell’Italia verso l’obiettivo di ridurre drasticamente la mortalità stradale sia ancora lungo. Nel 2025 il tasso di mortalità italiano è sceso a 49 vittime ogni milione di abitanti, restando tuttavia superiore alla media dell’Unione europea, pari a 43 decessi per milione. Di conseguenza, il nostro Paese occupa soltanto il 20° posto nella graduatoria europea della sicurezza stradale. Considerando la media UE, le vittime sono diminuite del 2,4% rispetto al 2024, confermando un trend positivo, seppur ancora insufficiente per centrare gli obiettivi fissati al 2030.

La situazione in Friuli Venezia Giulia

In Friuli Venezia Giulia, invece, il bilancio Istat relativo al 2025 appare meno incoraggiante. Gli incidenti con lesioni sono stati 3.511, in aumento dell’8,8% rispetto al 2024, mentre i feriti sono saliti a 4.547 (+6,4%). Il numero delle vittime è rimasto stabile a 73 persone, l’equivalente di una morte ogni cinque giorni. Le strade urbane si confermano le più critiche per numero di sinistri, con 2.400 incidenti e 32 decessi, mentre il maggior numero di vittime si registra sulla rete extraurbana, dove lo scorso anno hanno perso la vita 38 persone. Cinque, infine, i decessi avvenuti in autostrada. A pagare il prezzo più alto sono soprattutto gli uomini al volante, che rappresentano 55 vittime su 73, mentre oltre la metà delle donne decedute (11 su 18) è stata investita mentre attraversava la strada. Di queste, otto avevano più di 65 anni, dato che richiama l’attenzione sulla tutela degli utenti più vulnerabili della strada.

L’obiettivo europeo

In questo contesto, l’aumento degli incidenti e dei feriti, in Friuli Venezia Giulia come in Italia, dimostra che il rischio sulle strade resta elevato e che la prevenzione non può che imporsi come una priorità. L’Unione europea punta a dimezzare entro il 2030 il numero dei morti e dei feriti gravi sulle strade rispetto ai livelli del 2019: alla luce dei dati del 2025, si rivela necessaria un’ulteriore accelerazione sul fronte della sicurezza nella mobilità quotidiana per raggiungere l’obiettivo.

Articolo di Benedetta Marchetti

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