19 luglio 2026 – ore 14:30 – Treccani celebra Giuni Russo per aver consegnato alla musica italiana, assieme a Franco Battiato, Un’estate al mare, sempreverde colonna sonora estiva da oltre quarant’anni: come rivela una nota, la cantante palermitana compare nel Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia, un’opera monumentale pubblicata dall’Istituto della Enciclopedia Italiana allo scopo di raccogliere 650 profili biografici di altrettante protagoniste che hanno contribuito a scrivere la storia del nostro Paese nei campi della cultura, della politica, dell’arte, della scienza e dello sport, dal Settecento ai nostri giorni. Per la Treccani Giuseppa Romeo – in arte Junie Russo, poi italianizzato in Giuni – resta negli annali di storia patria come l’indimenticabile autrice dell’eterno tormentone dell’estate italiana. “Apparentemente leggera, con una melodia semplice e immediatamente riconoscibile la canzone nasconde un testo tutt’altro che banale, ricco di immagini evocative, perfettamente in linea con il gusto citazionistico di Battiato“, spiega il comunicato della Treccani: “L’inconfondibile eco del suffisso ‘-oni oni’ degli ombrelloni, gli inauditi virtuosismi vocali con il celebre verso dei gabbiani ottenuto modulando la voce su tonalità altissime, contribuiscono a trasformare Un’estate al mare in uno dei tormentoni più longevi e amati della musica italiana, che da oltre quarant’anni torna ad annunciare l’arrivo della bella stagione”.
L’avventura artistica e umana della cantante e compositrice non si limitò tuttavia ai tormentoni estivi e alle sperimentazioni nell’ambito del contemporaneo. Negli ultimi anni della sua carriera, Giuni Russo affiancò alla ricerca musicale un intenso percorso spirituale, che influenzò profondamente la sua produzione artistica, in dialogo con i grandi mistici della tradizione occidentale quali ad esempio San Giovanni della Croce e Santa Teresa d’Avila, la quale fu particolarmente cara a Giuni, fino al punto da ispirarne la conversione al cristianesimo. Un’esperienza di fede che si tradusse in una riflessione sempre più orientata alla ricerca della dimensione mistica, alla contemplazione e al rapporto con il divino anche nei suoi album, come ad esempio A casa di Ida Rubinstein (1988), Se fossi più simpatica sarei meno antipatica (1994) e Morirò d’amore (2003): lavori che testimoniano questa evoluzione, ove l’estensione vocale diventa strumento espressivo, coniugando poesia, musica alta, ispirazione religiosa e una tensione costante verso l’assoluto. Nel 1999 Giuni scoprì di avere un tumore che nel 2004 all’età di 53 anni la portò a spegnersi, in pace con Dio, come aveva rivelato nelle sue ultime interviste. Indimenticabile, da parte di Giuni, la messa in musica e l’interpretazione vocale di Nada te turbe, il breve componimento che Santa Teresa d’Avila conservò nel suo Breviario fino al momento della morte: Nulla ti turbi / nulla ti spaventi / tutto passa / Dio non cambia / la pazienza ottiene tutto / chi possiede Dio / non manca di nulla / solo Dio basta.
Articolo di Lilli Goriup


