Trieste abbraccia Giorgio Rossi, centinaia alla camera ardente. Dipiazza: “Per me era un fratello” VIDEO-INTERVISTA

17 luglio 2026 – ore 10:00 – Una lunga fila composta, iniziata già prima dell’apertura delle porte del Municipio, ha accompagnato l’ultimo saluto della città a Giorgio Rossi, assessore comunale alla Cultura e al Turismo, scomparso improvvisamente nei giorni scorsi all’età di 78 anni. Fin dalle 8.30 decine di cittadini si sono radunati in piazza Unità d’Italia, mentre alle 9 è stata aperta la camera ardente nella Sala del Consiglio comunale di Palazzo Municipale, allestita d’intesa con la famiglia e su volontà dell’amministrazione comunale. Per tutta la mattinata centinaia di persone hanno reso omaggio a una delle figure più longeve e rappresentative della politica cittadina. Accanto al feretro era presente il figlio Alessandro, mentre nella sala trovavano posto il Gonfalone della Città di Trieste e gli agenti della Polizia Locale in alta uniforme, che accompagneranno anche il corteo funebre fino alla Cattedrale di San Giusto e successivamente al Cimitero di Opicina, dove l’assessore sarà sepolto al termine delle esequie. Tra i primi a rendere omaggio a Rossi il sindaco Roberto Dipiazza, che ha lasciato un messaggio sul libro delle firme accanto al feretro: “Grazie Giorgio per avermi voluto bene come un fratello. Non ti dimenticherò mai”. Presenti anche numerosi rappresentanti delle istituzioni, tra cui il vicepresidente della Regione Riccardo Riccardi, l’assessore regionale Alessia Rosolen, il presidente del Consiglio comunale Francesco Panteca, componenti della Giunta comunale, consiglieri di maggioranza e opposizione, dipendenti del Comune e rappresentanti del mondo culturale e associativo.

Visibilmente commosso, il sindaco Dipiazza ha ricordato ai microfoni il lungo rapporto umano e amministrativo che lo legava a Rossi. “Venticinque anni insieme: abbiamo fatto di tutto e di più, dalla grande viabilità alla Piscina Bianchi, alle Rive e chi più ne ha più ne metta. Eravamo sempre primi, a livello nazionale, per la cultura. È stato un grande uomo, ma per me è stato soprattutto un fratello, un amico fraterno. Mi è stato vicino nei momenti belli e in quelli difficili. Non potrò mai dimenticarlo e mi mancherà, perché già solo l’idea che lunedì non prenderò il caffè con lui mi fa impazzire”, ha dichiarato. Ripercorrendo il contributo lasciato dall’assessore alla città, Dipiazza ha sottolineato il ruolo centrale ricoperto da Rossi nello sviluppo di numerose opere pubbliche e nella crescita dell’offerta culturale triestina. “Sicuramente per la cultura ha fatto cose fantastiche: eravamo sempre ai primi posti a livello nazionale. Ma pensate ai grandi cantieri: la grande viabilità, le Rive, la Piscina Bianchi, il Parco di San Giacomo. Potrei andare avanti ancora per mezz’ora”, ha affermato il primo cittadino. Il ricordo si è poi spostato sul lato più personale del rapporto tra i due.

Articolo di Francesco Viviani

Trieste rende omaggio a Giorgio Rossi: camera ardente in Municipio e funerali a San Giusto

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