Ex Aquila, direttore Liguori per il Ministero visita la futura piattaforma dell’Ungheria

10 luglio 2026 – ore 07:00 – Accanto alla partita del Molo VIII e alla costruzione della grande stazione di Servola, un’altra importante scommessa si consuma presso l’ex Aquila, destinata a diventare una piattaforma per l’import-export dell’Ungheria, titolata Adria Port. Il progetto ha conosciuto negli ultimi giorni alcune importanti novità con la visita del direttore generale del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Donato Liguori, accompagnato dal segretario generale dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale Natale Ditel. L’operazione sta procedendo spedita per quanto concerne la parte marittima e cioè le opere pubbliche richieste allo stato italiano, ma non sono ancora partiti gli investimenti privati da parte di Adria Port, la controllata magiara che gestirà il terminal. In particolare, grazie al Fondo complementare al PNRR, è stato quasi completato il banchinamento; manca invece la parte nell’entroterra vero e proprio. Intanto la pagina social di LinkedIn di Adria Port, da cui proviene la notizia, continua ad annunciare con grande entusiasmo i lavori in corso, ancora tutti però con finanziamento euro-italiano: “Il progetto sta procedendo a ritmo sostenuto! Ieri, il Direttore Generale Donato Liguori del Ministero italiano delle Infrastrutture e dei Trasporti, insieme al Segretario Generale Natale Ditel, hanno visitato il cantiere del muro della banchina del nostro terminal per verificare lo stato di avanzamento dei lavori!”.
Il progetto, nel suo insieme, prevede 200 milioni di euro di investimento finalizzati alla costruzione di un terminal per Ro-Ro, container e merci varie, dislocato sui 32 ettari della vecchia raffineria. È previsto anche un piccolo museo di archeologia industriale che racconti le vicende della precedente struttura, creata durante il regime fascista. L’elemento strategico consisterà in una grande banchina di 650 metri di estensione, con collegamento via treno e via gomma. I flussi di merci dell’Ungheria avranno pertanto, come ‘porta’ privilegiata, proprio Trieste; e la scelta non era così ovvia, considerando come all’epoca Orban favorisse Capodistria, prima di convincersi dei vantaggi del Porto Franco. Sotto il profilo pubblico l’Autorità Portuale sta ora progettando anche la seconda fase dei lavori marittimi.

Ma come mai Liguori era presso il terminal? Il direttore generale era già stato, a suo tempo, Commissario straordinario dell’ente giuliano; attualmente sta compiendo delle visite nei porti italiani onde constatare ‘con mano’ lo stato dei lavori finanziati dal PNRR e dal Fondo Complementare. Banchine, moli, ma non solo; infrastrutture della logistica in generale. In realtà, in quest’ambito, l’Italia è ormai a buon punto a confronto con altri stati europei.

Articolo di Zeno Saracino

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

Ultime notizie

Dello stesso autore