6 luglio 2026 – ore 13:00 – Fincantieri accelera sulla strategia della subacquea e annuncia un piano di quattro acquisizioni con un investimento iniziale di circa 600 milioni di euro, dando vita a quello che il gruppo definisce un nuovo campione internazionale del settore underwater. L’operazione riguarda Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm e punta a rafforzare la presenza dell’azienda triestina nei comparti dei droni marini, delle tecnologie subacquee e dei servizi destinati sia al mercato civile sia alla difesa. Le acquisizioni saranno finanziate principalmente attraverso le risorse raccolte con l’aumento di capitale da 500 milioni di euro concluso a febbraio 2026, integrate da altre disponibilità del gruppo, senza modificare gli obiettivi finanziari previsti per il 2026 e migliorando quelli indicati nel Piano Industriale 2026-2030. Con l’integrazione delle quattro società, che si aggiungono alle acquisizioni di Remazel nel 2024 e WASS nel 2025, il polo underwater di Fincantieri arriverà a comprendere otto aziende altamente specializzate e circa 1.500 professionisti, con sedi in Italia, Regno Unito, Paesi Bassi, Norvegia ed Emirati Arabi Uniti. L’obiettivo è offrire una filiera integrata, dall’hardware al software, dalle telecomunicazioni ai mezzi autonomi subacquei e di superficie, fino ai servizi operativi in mare.
Secondo le stime del gruppo, su base pro-forma il comparto underwater raggiungerà già nel 2026 ricavi per oltre 1,1 miliardi di euro e un EBITDA di circa 220 milioni, anticipando di quattro anni gli obiettivi fissati dal piano industriale per il 2030. Le nuove acquisizioni contribuiranno inoltre per oltre 60 milioni di euro all’utile del gruppo, con un incremento previsto dell’utile per azione del 30% entro il 2028 e del 20% entro il 2030. Nel dettaglio, Next Geosolutions rafforzerà le attività nei servizi di survey marine, geoscienze e supporto alle costruzioni offshore; WSense porterà competenze nelle comunicazioni wireless subacquee e nell’Internet of Underwater Things; Graal Tech svilupperà droni autonomi subacquei e sistemi robotici, mentre Defcomm contribuirà con piattaforme autonome di superficie destinate a impieghi civili, dual use e militari. “L’operazione odierna rappresenta una trasformazione industriale storica per Fincantieri“, ha dichiarato l’amministratore delegato Pierroberto Folgiero, sottolineando come l’integrazione dell’intera catena del valore della subacquea consentirà al gruppo di accelerare l’attuazione del piano industriale, rafforzando redditività e presenza in un mercato considerato in forte espansione. Nel comunicato il gruppo evidenzia come il dominio underwater stia assumendo una crescente rilevanza strategica per la protezione delle infrastrutture critiche, la sicurezza marittima, l’energia e le comunicazioni globali. Oggi circa il 99% del traffico Internet mondiale viaggia attraverso 1,5 milioni di chilometri di cavi sottomarini, mentre l’80% dei fondali oceanici e il 98% degli abissi risultano ancora inesplorati, fattori che alimentano la domanda di nuove tecnologie e servizi dedicati.
Articolo di Francesco Viviani


