L’incanto dei “Fulmini” di LaChapelle a Trieste

di Davide Zugna
21.04.2023 – 18.02 – Il Salone degli incanti di Trieste, dopo il successo della mostra “The Great Communicator. Banksy (Unauthorized Exhibition)” – dedicata all’artista di fama mondiale Bansky -, ha un altro ospite d’eccezione: il visionario fotografo e regista David LaChapelle con la sua mostra “Fulmini”. La mostra conta più di 92 opere, che ripercorrono 50 anni della sua incredibile attività creativa: l’esposizione è stata curata dallo Studio David LaChapelle, con la direzione artistica di Gianni Mercurio, promossa dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dal Comune di Trieste ed organizzata da PromoTurismoFVG con la collaborazione di Madeinart. Tra le tante opere presentate troviamo Delugeì, Seismic Shift, Gast Stations, Aristocracy, Gesus is my Homeboy e Rape of Africa.

Alla conferenza stampa hanno partecipato, oltre all’artista e al curatore Gianni Mercurio, anche il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e il presidente Massimiliano Fedriga.

David LaChapelle è nato l’11 marzo 1963 negli US, a Fairfield, nel Connecticut, ma è cresciuto in North Carolina. Ha frequentato la North Carolina School of the Arts e successivamente si è trasferito a New York City alla fine degli anni ’70 per frequentare la School of Visual Arts. LaChapelle ha ottenuto fama negli anni ’80 quando ha iniziato a fotografare celebrità per la rivista Interview, dove ha lavorato con Andy Warhol, il massimo esponente della Pop Art, che lo ha notato dopo una sua mostra alla Gallery 303.

È diventato noto per le sue immagini surreali e pop segnate dall’utilizzo di colori accesi e per la realizzazione di ambientazioni spettacolari, in cui i vari personaggi presenti sono raffigurati spesso in modo grottesco: quello che sorprende e che non c’è l’utilizzo di strumenti di elaborazione grafica come photoshop ma il tutto viene realizzato sul set e poi, personalmente, LaChapelle elabora il negativo a colori, colorandolo manualmente.

Nelle sue opere c’è spessissimo un richiamo al sacro e al divino, con immagini di angeli e elementi e personaggi sacri, spesso contestualizzati in un contesto che rasenta “l’eresia” (ma non fu lo stesso San Francesco visto inizialmente come un eretico?): le sue opere sono opere di denuncia, in cui con rappresentazioni allegoriche vuole denunciare mali della società moderna, come lo sfrenato consumismo o la distruzione ambietale.
L’artista ha raccontato di come la prima fonte di ispirazione per la realizzazione del suo stile fosse stata sua madre, Helga Erica LaChapelle, di origine Lituana e fuggita dall’Europa in cerca di fortuna in America. Helga creava delle ambientazioni fotografiche “fasulle” con David e gli altri due fratelli Sonja e Philip , davanti a “case e macchine non nostre”, cercando quindi di costruire una sorta di “realtà parallela”, fatta di benessere e lusso.

David LaChapelle ha immortalato, nelle sue incredibili opere, celebrità come Courtney Love, Pamela Anderson, Amanda Lepore, Angelina Jolie, Madonna, Lana Del Rey, Elizabeth Taylor, Valeria Marini, River Phoenix, Drew Barrymore, Leonardo DiCaprio, Uma Thurman, Lindsay Lohan, Sarah Jessica Parker, Eminem, Lady Gaga, Nicki Minaj, Kanye West, Kim Kardashian, Rihanna, Travis Scott, Hillary Clinton, David Beckham e Whitney Houston. Il suo lavoro è stato pubblicato in una varietà di riviste, tra cui Vanity Fair, GQ, Rolling Stone e Vogue.

Negli anni ’90, LaChapelle ha iniziato a concentrarsi maggiormente sulla fotografia d’arte e il suo lavoro è stato esposto in gallerie e musei di tutto il mondo. Il suo lavoro esplora spesso temi legati al consumismo, alla cultura delle celebrità e alla relazione tra gli esseri umani e l’ambiente. È stato oggetto di diverse monografie, tra cui LaChapelle Land (1996), Hotel LaChapelle (1999) e Heaven to Hell (2006).
Oltre al suo lavoro di fotografia, LaChapelle ha anche diretto video musicali per una varietà di artisti, tra cui Britney Spears, Christina Aguilera e Moby. Ha anche diretto pubblicità per importanti marchi come H&M e Pepsi.

LaChapelle ha vinto numerosi premi per il suo lavoro, tra cui il premio per il miglior design di un libro dell’anno presso il International Center of Photography per LaChapelle Land. È stato anche onorato con un premio Visionary dall’Art Directors Club e nel 2006 è stato nominato Fotografo dell’Anno ai MVPA Awards per il suo lavoro nei video musicali.

[d.z.]

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