Voragine di San Lorenzo, il CAT bonifica la discarica abusiva nell’antica cavità

6 luglio 2026 – ore 10:30 – Torna al suo stato primigenio la Voragine di San Lorenzo del Carso Triestino, grazie a una (complicata) opera di pulizia e bonifica ad opera del Club Alpinistico Triestino (CAT). La Voragine, situata nel Comune di San Dorligo, scende in profondità per 75 metri e con uno sviluppo totale di 300 metri, qualificandosi come una delle più profonde nell’area. Il pozzo iniziale cede poi il passo a una grande cavità; scoperta nel 1902 da Agostino Bastiansich, fu poi utilizzata come discarica di bombe e materiale bellico durante la Seconda Guerra Mondiale e, nel 1945, come foiba per i cadaveri. La cavità venne poi bonificata nel secondo dopoguerra grazie al coraggio del Gruppo Rastrellatori ed esplorata in via ulteriore negli anni Sessanta dalla Commissione Grotte “Eugenio Boegan”.
Purtroppo, come succede (troppo) spesso con le grotte triestine, anche la Voragine è tornata ad essere negli ultimi decenni una discarica abusiva di ogni genere di spazzatura. Rifiuti edili, rottami metallici, pneumatici, vetro, plastica e ferraglia si erano stratificati in decenni di incuria col rischio che la Voragine, comunicante con le falde acquifere, inquinasse anche l’acqua. In totale 21 volontari del CAT hanno tolto oltre 50 metri di profondità di spazzatura, rinchiusi in due grandi ‘big bag’. Si segnala, tra gli oggetti, grandi quantità di filo spinato, stoffe e materiali minuti. La spazzatura è stata poi affidata ad A&T2000, società incaricata dello smaltimento rifiuti.
A coordinare l’operazione la speleologa triestina del CAT Atenaide Blasini, con il supporto di Moreno Tommasini e Mario Carboni, che hanno gestito gli aspetti più complessi delle fasi operative della bonifica. Massimiliano Fontana ed Enrico Vendramin della società A&T2000 hanno garantito il supporto per le operazioni di smaltimento, mentre Jasmin Pecar del Comune di San Dorligo della Valle ha seguito e facilitato gli aspetti logistici e autorizzativi dell’intervento. Alle operazioni hanno inoltre partecipato Gianfranco Tomasini (gruppo speleologico Talpe del Carso), Antonella Miani e Mattia Mauro (Gruppo Linder), la cui presenza ha contribuito in modo concreto alla buona riuscita delle operazioni.

“La bonifica della Voragine di San Lorenzo non rappresenta soltanto un’operazione di pulizia ambientale. Significa restituire dignità a una cavità di grande valore naturalistico, geologico e storico. Interventi come questo confermano ancora una volta il ruolo fondamentale dei gruppi speleologici nella tutela del patrimonio ipogeo. La speleologia non è soltanto esplorazione: è anche conservazione, documentazione e difesa di ambienti fragili troppo spesso dimenticati o sfruttati impropriamente” ha commentato il CAT.

Articolo di Zeno Saracino

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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