6 luglio 2026 – ore 07.00 – Aveva suscitato, mesi fa, una certa costernazione l’allontanamento del Museo dei Presepi e del Museo del Modellismo ferroviario o ‘dei trenini‘ dalla scuola elementare ‘Damiano Chiesa’ di Servola per problemi strutturali. Ora, quantomeno per il secondo museo, fa capolino dall’Albo pretorio una possibile alternativa con il riutilizzo dell’ex Lazzaretto di via Campo marzio n.4, per diversi decenni conosciuto come la sede del Museo del Mare. La delibera n. 324 del 39 giugno 2026, proposta dall’assessore ai Lavori pubblici Elisa Lodi, indaga infatti la possibilità di riutilizzare l’edificio, avviando l’iter per la manutenzione e per la messa in sicurezza sotto il profilo dell’antincendio. Ricordiamo infatti come l’edificio fosse già stato chiuso il 19 dicembre 2018, dopo aver constatato diverse irregolarità in corso d’opera, e quando ormai era in corso di realizzazione il nuovo Museo del Mare nel Magazzino 26 del Porto Vecchio, con l’odierna Ala Nord e la sezione del Lloyd.
Il Museo dei trenini, così viene definito nella delibera, verrebbe inserito al pianoterra e al primo piano; ma quali sono le condizioni dell’edificio? Si legge che, nelle pareti esterne, vi sono bozzi e crepe dovuti all’umidità che risale, porte laterali in degrado e la facciata interna, in particolare, in condizioni abbastanza cattive; entrando invece nell’edificio, “la struttura si presenta complessivamente in buone condizioni”, ma anche in questo caso vi sono tracce di umidità di risalita e crepe negli ambienti espositivi, oltre che sul soffitto vicino alle finestre. Si apprende anche come l’intero patrimonio del Museo del mare non sia stato ancora trasferito nel Magazzino 26, perché il magazzino di Campo Marzio conserva ancora una parte delle collezioni, oltre a parte del materiale bibliotecario di Palazzo Biserini.
Nulla pertanto che sia insuperabile, sotto il profilo della manutenzione; in teoria si prevede di risistemare il solaio del secondo piano, di correggere le crepe delle sale, la fessura del laboratorio di modellistica al piano terra e le crepe del camino e di intervenire sulle infiltrazioni maggiormente pesanti. A questo scopo la delibera pone 139mila euro per il recupero dell’edificio, compresa la SCIA che ne certifichi essere in regola con la normativa antincendio. Appare logico inserire il Museo dei trenini a fianco di quella Stazione ferroviaria di Campo Marzio ormai sulla via maestra dei lavori per il recupero, con la cupola completata e il futuro recupero, ad opera di RFI (e non pertanto competenza del Comune di Trieste), del Museo ferroviario, chiuso da decenni. Si viene però a perdere il carattere ‘servolano’, ‘rionale’ del precedente Museo dei trenini.
Articolo di Zeno Saracino


