1 luglio 2026 – ore 07:00 – È scomparso, all’età di 83 anni, l’iconico disegnatore di Martin Mystère il Detective dell’Impossibile Franco Devescovi: la notizia è giunta tramite una dichiarazione ufficiale della Sergio Bonelli Editore, mentre a livello locale il legame con Trieste è stato ricordato con affetto dallo scrittore Alessandro Mezzena Lona che lo ha rimembrato come “l’amico brontolone, ma affettuoso e sensibile”.
E in effetti erano profondi i legami con Trieste dove dopotutto Devescovi era in primo luogo nato, nel 1943. Dopo una prova presso la Gamma Film dei fratelli Gavioli aveva iniziato a disegnare fumetti nel 1969, realizzando avventure autoconclusive per le testate della Casa editrice Universo. Dopo soli tre anni era passato sulle pagine del Corriere dei Ragazzi e dopo ulteriori quattro, nel 1976, alla Universo, firmando la serie Billy Bis. Una piccola pausa ne aveva evidenziato, nel 1984, la caratura di artista: per due anni Devescovi si era infatti dedicato alla pittura, ottenendo un certo interesse in terra teutonica, ma ritornando poi di nuovo a lavorare per la Universo fino al 1990, con la chiusura di Intrepido e Il Monello.
Era stato in questo contesto, pertanto dopo decenni di attività come disegnatore indefesso, che Devescovi aveva iniziato una fortunata carriera con la Bonelli, imprimendo il suo tratto da maestro nelle storie di Martin Mystère, l’inquieto detective creato dalla mente di Alfredo Castelli. Ma senza dimenticare alcune belle storie di Zagor e anche un’escursione nel Far West di Tex.
Il legame maggiore con Trieste rimane la pubblicazione dell'(ormai introvabile) puntata di Martin Mystère intitolata il “Mistero della Camera Rossa” dove il detective indagava il mistero dei sotterranei dei Gesuiti, ritenuti (a torto) in epoca barocca sede delle torture e del Tribunale dell’Inquisizione, con il seggio del grande Inquisitore, le celle, il pozzo e così via. Un immaginario horror, recuperato con maestria della Bonelli, inventato di sana pianta negli anni Trenta e da tempo contraddetto dalle ricerche storiche, ma nell’occasione recuperato per una narrativa di finzione molto avvincente. La storia fu anche pubblicata a puntate su Il Piccolo dal 9 settembre del 1944 e molto apprezzata, perchè presentava una vasta carrellata di omaggi ed easter egg triestine: dalle osmize, a Martinez (alias Diego de Henriquez), all’Arco di Riccardo, alle leggende sul sottosuolo di Trieste ritenuto “comunicante” tra i suoi cunicoli, bunker e inghiottitoi, giungendo a (involontari) omaggi a negozi oggigiorno scomparsi, come la fumetteria Non Solo Libri presso Rotonda Pancera.
Articolo di Zeno Saracino


