3 luglio 2026 – ore 11:00 – Quando si parla di cucina etnica, spesso si finisce sempre negli stessi territori: sushi, ravioli al vapore, noodles, involtini primavera. Nulla contro, anzi, ma ci sono molti più sapori da poter scoprire, e Trieste permette di viaggiare con il palato senza allontanarsi lasciare davvero la città. I cinque ristoranti qui sotto raccontano di viaggi lontani, famiglie arrivate da altrove e spezie che profumano l’aria; un invito a cambiare rotta dal Medio Oriente all’Africa, dai Balcani all’India, fino a un curioso incontro tra Grecia e Napoli.
Mille e una Notte
Immerso tra i locali del Viale, come un’oasi che sbuca dal deserto, Mille e una Notte porta a Trieste i sapori del Medio Oriente grazie alla sua ricca offerta che spazia tra carne, pesce, piatti vegetariani e vegani. La sua è una cucina fatta di equilibrio e colori, con l’impiego di verdure fresche, legumi, cereali, olive, yogurt, sesamo, olio extravergine, erbe aromatiche, spezie e carni magre come pollo e agnello.
Il fascino mediorientale del ristorante si ritrova anche nelle proposte per eventi e catering, pensate per creare occasioni di incontro in un’atmosfera raffinata, ma sempre attraversata dal calore conviviale dello spirito mediterraneo. Antipasti da condividere, piatti principali più strutturati, dessert artigianali, salse, profumi agrumati e note tostate compongono un percorso ricco e generoso, da accompagnare con bevande tipiche come il surbè, spremuta di limone con menta marocchina, il carcadè a base di ibisco, il tamarindo o una selezione di vini libanesi. Un indirizzo ideale per assaporare, anche a Trieste, il gusto e l’atmosfera delle notti d’Oriente.
Afrodelices
Afrodelices, in via Settefontane 17/B, è una delle proposte più particolari della città perché porta a Trieste una cucina africana ancora poco rappresentata nel panorama locale. L’attività è nata dall’amicizia di tre donne di origine camerunense, arrivate in città per studiare e unite poi dalla volontà di condividere, attraverso il cibo, un pezzo della loro tradizione. La loro cucina si muove tra riso, carne, pesce, verdure, tutte pietanze rese caratteristiche dall’uso di spezie e salse, che offrono marinature inconfondibili e dall’accento genuino: tra i piatti più apprezzati c’è infatti il pollo yassa, cotto assieme a cipolla, sedano, aglio, senape, alloro, limone, noce moscata e pepe bianco.
Afrodelices offre anche la possibilità di ordinare per asporto, ma per chi preferisce anticipare la cena in modo diverso dal solito, il locale organizza degli Aperi-Afro ogni venerdì; con una ricca proposta di stuzzichini e bevande particolari come il succo di zenzero, bissap e baobab.
Rustiko
Rustiko dichiara la sua identità sin dal nome e dall’ambiente: una traktoria serba dove ogni dettaglio, dagli oggetti alle ricette, prova a raccontare un pezzo di cultura balcanica. Qui la cucina porta sapori pieni e piatti robusti, che conservano l’identità di una cucina nata per scaldare, saziare e tenere insieme: dal srpski pasulj, minestra di fagioli con costine affumicate e paprika, alla musaka, pasticcio di patate con carne macinata, formaggio fuso, besciamella, uova, paprika dolce e melanzane; dal prebranac, fagioli cannellini al forno con cipolla, preparati secondo la ricetta della nonna, alla sarma, involtino di foglia di cavolo cappuccio con carne, riso, spezie e pancetta affumicata. Se poi si vuole fare un giro di street food come passeggiando tra i viali di Belgrado si può scegliere il gustoso Balkan Burger.
Rustiko è quindi il posto giusto per chi ama i sapori netti, la griglia e i locali con un’identità forte; una cucina vicina geograficamente, ma abbastanza diversa da ricordarci quanto il gusto possa cambiare nel giro di pochi chilometri.
Krishna
Krishna è uno dei punti di riferimento per la cucina indiana a Trieste: in via Brunner, vicino a viale XX Settembre, ha costruito nel tempo una presenza riconoscibile per chi in città cerca curry, riso, spezie, pane indiano e piatti capaci di portare altrove con il profumo ancora prima che con l’assaggio. La cucina indiana ha questo potere: non arriva mai in punta di piedi. Entra nella stanza con il cardamomo, il cumino, la curcuma, lo zenzero, il coriandolo, e in pochi minuti cambia completamente il tono della cena.
Krishna è il posto adatto sia per gli amanti della cucina indiana, sia per chi vuole provarla per la prima volta. La cucina pensa infatti anche alle preferenze di chi non è abituato all’insieme di spezie, e permette perciò di esprimere la propria preferenza durante l’ordine. Il menù invita alla condivisione, a imbandire la tavola con riso, pani, piatti in salsa, verdure, carne, legumi, yogurt e profumi. Più che un semplice ristorante etnico, è una piccola abitudine per chi a Trieste cerca l’India nel piatto.
Skaramanzia
Skaramanzia è il più anomalo della lista, e proprio per questo merita di starci. Non è il classico ristorante etnico, ma un incontro dichiaratamente teatrale tra Napoli e Grecia; due mondi mediterranei che sembrano lontani sulla carta ma si capiscono benissimo quando si parla di mare, tavolate, superstizione, cibo popolare e voglia di stare insieme. Il risultato è un ristorante greco-napoletano dallo spirito vibrante, con pareti decorate da simboli e costellazioni, richiami all’Egeo e a Spaccanapoli. È il tipo di locale in cui la cena è animata da risate, brindisi, profumi di griglia, pita e spezie.
Nel menù il piatto più caratteristico è “’A Benedizione”, che si potrebbe definire come una sorta di risposta rituale al malocchio e alla fame: cambia secondo stagioni, umori e ispirazioni, ma mantiene il suo carattere scaramantico, conviviale e un po’ sacro nel senso più giocoso del termine; proprio come Skaramanzia.
Articolo di Agata Cragnolin


