2 luglio 2026 – ore 07:00 – Quando erano stati annunciati i dazi da parte del presidente Trump, illycaffè si era distinta rispetto ad altre compagnie affermando che avrebbe ipotizzato una produzione ‘su terra americana’ per i clienti yankee che da tempo il colosso del chicco nero cerca di accattivare, seppure con qualche difficoltà. illycaffè è infatti cresciuta negli USA, è apprezzata, ma non ha ancora avuto quella diffusione che sperava. Interessante pertanto (e da analizzare anche in rapporto alla presenza a Trieste) la scelta di sottoscrivere un accordo di produzione strategico pluriennale con Westrock Coffee Company, società statunitense attiva nel settore del beverage e specializzata nei prodotti caffè, tè e ready-to-drink. La Westrock si occuperò infatti di sviluppare, produrre e confezionare molti dei prodotti della illycaffè destinati al pubblico USA.
“L’avvio della relazione con Westrock costituisce una tappa chiave del nostro piano di crescita: contribuirà a potenziare le operations in Nord America, a sostenere lo sviluppo di nuovi prodotti dedicati al mercato locale e a migliorare ulteriormente il livello di servizio in una geografia strategica” ha dichiarato Cristina Scocchia, ad di illycaffè. La scelta segna anche un’implicita resa ai dazi: troppo costoso produrre altrove, accordiamoci con le realtà locali, diluendo però la qualità del marchio.
Westrock, dal suo canto, metterà a disposizione una piattaforma flessibile che permetterà di raddoppiare la percentuale di prodotti destinati al mercato americano confezionati in loco e principalmente legati alla categoria del ready-to-drink. Tuttavia il processo di tostatura del caffè continuerà a essere realizzato nel polo produttivo primario di Trieste, dove sta proseguendo il piano di espansione che ha previsto l’ampliamento della produzione dedicata al barattolo da 250 grammi e la prossima attivazione di un nuovo impianto di tostatura. Ricordiamo che il piano di sviluppo dello stabilimento triestino ha portato nel 2025 all’assunzione stabile di circa 100 nuove risorse.
Articolo di Zeno Saracino


