Faz: “L’Italia frena gli aiuti Nato all’Ucraina per il 2027”

2 luglio 2026 – ore 07:30 – L’Italia sta bloccando una bozza di dichiarazione contenente 70 miliardi di euro in aiuti Nato all’Ucraina per il 2027, secondo quanto riportato dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung: oggi a Bruxelles l’incontro degli ambasciatori dell’Alleanza, in vista del vertice ad Ankara in programma il 7 e 8 luglio 2026. Una precedente riunione, dedicata all’approvazione della dichiarazione finale del vertice, si è già svolta martedì 30 giugno: in quell’occasione è stata confermata la formula secondo cui i Paesi della Nato si impegnano a mettere a disposizione per il 202670 miliardi di euro per equipaggiamenti militari, sostegno e addestramento a favore dell’Ucraina”. Ma, secondo fonti diplomatiche a conoscenza dei negoziati, sentite dal quotidiano tedesco, l’Italia si oppone alla seconda parte dell’impegno, che mira a rendere stabile e continuativa l’assistenza, con una dichiarazione in base a cui gli Alleati si impegnerebbero a “mantenere un livello di sostegno almeno analogo nel 2027”. Questa formulazione è racchiusa tra parentesi quadre, secondo le fonti della Faz, appunto perché l’Italia è contraria a un impegno di più lungo periodo che faccia esplicito riferimento all’anno 2027: oggi è previsto un nuovo incontro degli ambasciatori della Nato che si prefiggono di risolvere la questione prima dell’inizio del vertice in Turchia.

Il quotidiano contestualizza poi la questione, specificando che la somma di 70 miliardi di euro all’anno non deriva da un’analisi del fabbisogno militare, ma include 30 miliardi di euro provenienti dal prestito dell’Unione europea per Kiev, cui si sommano ulteriori 40 miliardi di euro derivanti dall’impegno assunto durante il vertice Nato di Washington del 2024: se andasse in porto l’idea, su cui in questo momento non c’è accordo, di impegnarsi analogamente anche per il 2027, allora la cifra totale per il biennio in corso salirebbe a 140 miliardi di euro, e si porrebbe la questione di dove reperirli. In un simile contesto, negli scorsi mesi il segretario generale della Nato Mark Rutte ha raccolto la proposta dell’Estonia di destinare al sostegno militare dell’Ucraina lo 0,25% dei Pil dei Paesi Nato, esclusi gli Stati Uniti: in base ai calcoli effettuati, ciò produrrebbe circa 60 miliardi di euro all’anno, in aggiunta al prestito Ue per Kiev, sulla base di contributi nazionali volontari. Questa iniziativa, scrive ancora la Faz, incontra tuttavia la resistenza di Paesi come Francia, Italia e Spagna, i quali rivendicano di partecipare già proporzionalmente al prestito per l’Ucraina garantito dal bilancio comune dell’Ue, ripartito tra gli Stati membri in base al loro peso economico. Nel frattempo l’amministrazione di Donald Trump si è ritirata dai finanziamenti, facendo ricadere l’intero onere del supporto a Kiev su Europa e Canada.

Articolo di Lilli Goriup

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