30 giugno 2026 – ore 15:30 – “Allarmi in asili e ospedali, malori per le strade e addirittura morti sospette: sono fatti, non opinioni o ideologia green. Le ondate di calore sempre più frequenti e intense dimostrano che la crisi climatica c’è e produce pesanti effetti sulla salute delle persone e sulle attività economiche. E’ urgente accelerare il passaggio dalla programmazione agli interventi concreti previsti dalla legge regionale FVGreen che disciplina la transizione ecologica e lo sviluppo sostenibile”. Lo chiede il consigliere regionale del Pd Massimiliano Pozzo in una nota congiunta con la responsabile Lavoro del Pd Fvg, Valentina Francescon, alla luce dell’ondata di calore estremo che in questi giorni ha colpito il Friuli Venezia Giulia.
“Il Friuli Venezia Giulia ha già riconosciuto la sfida del clima – fa presente Pozzo – con una legge che prevede la definizione della Strategia regionale di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e dei relativi strumenti operativi. Ma mentre altre Regioni, come Veneto e Lombardia, hanno già intrapreso percorsi avanzati di pianificazione climatica, in Fvg il percorso avviato nel 2025 dalla Giunta regionale si stende per anni, con la conclusione della Strategia nel 2028 e le prime azioni strutturali non prima del 2029: troppo tardi”.
Da qui la richiesta del consigliere dem alla Regione di “ridurre la road map prevista e di individuare subito, coinvolgendo enti locali, comunità scientifica, mondo produttivo e parti sociali, piani stralcio e misure operative strutturali, non solo spot, per affrontare le criticità più urgenti”.
“Se non si interviene con determinazione – chiude la nota – nei prossimi anni il cambiamento climatico assumerà una dimensione tale da influire sulla disponibilità di acqua e sulla produzione agricola fino a generare modifiche nei tradizionali comportamenti delle persone e al 2050 avrà un impatto negativo sul Pil stimato per l’8,5%. In Fvg ci sono già Comuni che invitano a non sprecare l’acqua. Sappiamo che il tema è di portata nazionale, oltre che globale, ma la Regione faccia la propria parte”.
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