Mattarella: «Trieste esclusa dalla nascita della Repubblica»

25 giugno 2026 – ore 18:15 – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricordato il ruolo e le sofferenze di Trieste e delle altre terre dell’Adriatico orientale nel corso della seduta solenne di Camera e Senato per l’80° anniversario della prima riunione dell’Assemblea Costituente. «Crudelmente, a pagare il prezzo delle avventure di guerra furono gli abitanti di confine delle province di Bolzano, Gorizia, Trieste e Venezia Giulia, Fiume, Pola e Zara. Rimasero vuoti i 18 seggi loro assegnati. Al centro di difficili controversie internazionali, quelle terre rimasero escluse dal poter partecipare alla nascita della Repubblica», ha affermato il Capo dello Stato, ricordando come i cittadini di quei territori non poterono partecipare al referendum istituzionale e all’elezione dell’Assemblea Costituente del 2 giugno 1946. Il riferimento di Mattarella ha suscitato l’apprezzamento della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati (FederEsuli), che ha parlato di un riconoscimento dello «strappo» vissuto dagli italiani dell’Adriatico orientale.

«Il presidente Mattarella ha ricordato con altissime parole lo strappo che si consumò fra gli italiani dell’Adriatico orientale e la nascente Repubblica italiana ottant’anni fa», ha dichiarato il presidente di FederEsuli, Renzo Codarin. «Dopo la ricostituzione della XII circoscrizione elettorale, un decreto luogotenenziale sospese la consultazione sine die, lasciando privi di rappresentanza nell’Assemblea Costituente i giuliani, i fiumani e gli zaratini». Secondo FederEsuli, le parole del presidente della Repubblica richiamano il discorso pronunciato il 25 giugno 1946 dal presidente dell’Assemblea Costituente, Vittorio Emanuele Orlando, che, pur ricordando l’assenza dal voto delle popolazioni di Trieste, Gorizia, Pola, Fiume, Zara e della Venezia Giulia, ne rivendicò la presenza ideale nella nascente Repubblica italiana.

Articolo di Francesco Viviani

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