Mutui, l’Italia tra i Paesi più convenienti d’Europa: tassi più bassi di Germania e Regno Unito

20 giugno 2026 – ore 08:00 – Comprare casa con un mutuo in Italia continua a essere, almeno sul fronte dei tassi di interesse, più conveniente rispetto a gran parte d’Europa. A evidenziarlo sono gli ultimi dati della European Mortgage Federation, rilanciati da Qui Finanza, che fotografano un mercato italiano ancora competitivo nonostante un lieve aumento del costo del credito registrato negli ultimi mesi. Nel quarto trimestre del 2025 il tasso medio applicato ai mutui nel nostro Paese si è attestato al 3,38%, in crescita rispetto al 3,28% del trimestre precedente. Un incremento contenuto che non modifica però il posizionamento dell’Italia, che resta tra i Paesi europei con le condizioni più favorevoli per chi decide di acquistare un’abitazione ricorrendo a un finanziamento.

Davanti all’Italia si collocano soltanto pochi Stati. La Spagna è il Paese con i mutui più convenienti, grazie a un tasso medio del 2,63%, seguita da Francia (3,09%), Danimarca (3,14%) e Belgio (3,33%). L’Italia occupa così il quinto posto della graduatoria, precedendo Grecia (3,55%), Paesi Bassi (3,60%) e Germania. Più oneroso risulta invece l’accesso al credito immobiliare nel Regno Unito, dove il tasso medio raggiunge il 4,18%, mentre nella Repubblica Ceca arriva al 4,54%. Ancora più elevati i livelli registrati in Norvegia (5,09%), Romania (5,82%) e Ungheria (6,46%).

L’analisi mette inoltre in evidenza il divario tra mutui a tasso fisso e variabile. Secondo l’Osservatorio di MutuiOnline, il TAN medio dei finanziamenti a tasso variabile si ferma al 2,62%, contro il 3,37% dei mutui a tasso fisso. Una differenza che si riflette direttamente sull’importo delle rate. Prendendo come riferimento un mutuo da 150 mila euro della durata di 30 anni, la rata mensile media è pari a 602 euro con il tasso variabile, mentre sale a 663 euro con il tasso fisso. La scelta del variabile comporta quindi un risparmio di circa 61 euro al mese, che nell’arco dell’intero finanziamento si traduce in oltre 21.800 euro di interessi in meno.

Il quadro potrebbe però modificarsi nei prossimi mesi. I mercati finanziari ipotizzano infatti possibili interventi della Banca centrale europea sui tassi di interesse entro la fine dell’anno. Un primo rialzo di 25 punti base porterebbe il TAN medio dei mutui variabili al 2,87%, facendo aumentare la rata del finanziamento preso a esempio da 602 a 622 euro mensili. Il costo complessivo del mutuo crescerebbe così di circa 7.400 euro.

Nel caso di due aumenti consecutivi dei tassi, il TAN medio arriverebbe invece al 3,12%, con una rata mensile di circa 642 euro. Uno scenario che ridurrebbe sensibilmente il vantaggio economico del tasso variabile rispetto al fisso, riportando al centro la valutazione tra risparmio immediato e maggiore stabilità nel lungo periodo.

 

Articolo di Lorenzo Degrassi

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