Trieste, casa trasformata in ritrovo per minori e consumo di stupefacenti: indagato un 62enne triestino

27 maggio 2026 – ore 13:10 – Nella giornata del 25 febbraio scorso, la Polizia di Stato di Trieste ha indagato un cittadino triestino di 62 anni, residente a Trieste, per il reato di agevolazione dell’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope perché, in qualità di titolare di un immobile situato a Trieste, lo adibiva a luogo di convegno abituale di persone minori, che ivi si davano all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, quali hashish, marijuana, cocaina, eroina, chetamina, fumandole o inalandole, con frequenza quotidiana, durante tutte le 24 ore del giorno, permanendovi anche per dormire. L’attività, compiuta dal personale dipendente del Commissariato P.S. Polo-San Sabba, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste, trae origine dalla denuncia di scomparsa sporta dalla madre di una minore di 14 anni.

Dopo un’intensa attività di ricerca, la stessa veniva ritrovata in compagnia di un’altra minore, anch’essa di 14 anni. Le due, in lacrime, raccontavano quanto accaduto durante la giornata, riferendo che, in zona Valmaura, nel corso della mattinata, erano state avvicinate da tre soggetti maggiorenni extracomunitari, a loro sconosciuti. Le ragazze, molto confuse, asserivano di essersi ritrovate, senza ricordare in che modo, a casa di una persona a loro sconosciuta, dalla quale riuscivano ad uscire dopo alcune ore. I primi accertamenti permettevano di identificare immediatamente il soggetto, ora formalmente indagato, nell’abitazione del quale le due minori si erano ritrovate.

Inoltre, dall’ulteriore attività investigativa sviluppata attraverso l’analisi delle intercettazioni ambientali, nonché mediante l’esame delle videoregistrazioni acquisite nel corso delle indagini, emergevano significativi elementi di collegamento tra alcuni dei soggetti minori che frequentavano abitualmente l’abitazione dell’indagato e gli autori di due distinte rapine commesse a Trieste nella tarda serata del 13 dicembre 2024. In particolare, gli approfondimenti investigativi consentivano di ricondurre tali soggetti alla commissione di una rapina perpetrata in via Coroneo angolo via Carducci, ai danni di una giovane donna e di altri tre soggetti di sesso maschile, nel cui contesto venivano altresì cagionate lesioni personali, nonché di un’ulteriore rapina avvenuta, nella medesima serata, presso il supermercato “Stazione Market”.

Le persone offese delle rapine, convocate presso gli uffici di polizia per l’individuazione fotografica, riconoscevano la maggior parte dei cinque soggetti minori quali autori dei predetti reati. Le risultanze investigative permettevano di accertare come gli stessi, immediatamente dopo aver commesso le rapine, si fossero recati presso l’abitazione nella disponibilità dell’indagato, ove venivano abitualmente ospitati. La successiva attività di polizia giudiziaria eseguita dal Commissariato San Sabba, sviluppata attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, servizi di osservazione, controllo e pedinamento, sequestri di sostanza stupefacente, nonché ulteriori attività tecniche, si è protratta per oltre 3 mesi.

I successivi controlli hanno consentito di rafforzare ulteriormente il quadro indiziario emerso nel corso dell’attività di indagine, evidenziando il ruolo dell’immobile quale punto di riferimento e ritrovo stabile per soggetti dediti non solo all’uso di sostanze stupefacenti, ma anche alla commissione di reati contro la persona e il patrimonio. Si precisa che il procedimento penale nei confronti degli indagati pende ancora nella fase preliminare e che la loro responsabilità effettiva sarà vagliata nel corso del successivo processo.

Comunicato stampa pubblicato da Trieste News a cura di Francesco Ferrari 

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