Hashish “di lusso” e pagamenti in criptovalute: scoperto laboratorio della droga nel Pordenonese

26 maggio 2026 – ore 17:45 – Un presunto laboratorio clandestino per la lavorazione e la conservazione di sostanze stupefacenti è stato scoperto dalla Polizia di Stato in provincia di Pordenone. Due giovani di 24 e 25 anni, residenti ad Azzano Decimo e Fiume Veneto, sono stati arrestati nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Pordenone e condotta dalla Squadra Mobile. Nel corso delle perquisizioni gli agenti hanno sequestrato oltre 13 chilogrammi di hashish, circa mezzo chilo di marijuana, materiale per il confezionamento della droga e una carabina ad aria compressa con ottica di precisione. L’indagine era partita nel mese di gennaio, dopo l’arresto di due acquirenti trovati in possesso di oltre 200 grammi di hashish. Attraverso attività di pedinamento e servizi di osservazione, gli investigatori sono risaliti ai presunti fornitori, monitorandone gli spostamenti e le attività. Le perquisizioni, eseguite con il supporto dell’unità cinofila della polizia locale di Pordenone, hanno permesso di rinvenire lo stupefacente nascosto tra camere da letto, garage e cantine. Gli agenti hanno inoltre sequestrato frigoriferi portatili utilizzati, secondo quanto emerso dalle indagini, per mantenere costante la temperatura della droga.

Tra il materiale trovato anche un dispositivo denominato “roner”, ritenuto utilizzato per il cosiddetto “hash curing”, tecnica di lavorazione dell’hashish. Secondo gli investigatori, i due indagati avrebbero utilizzato piattaforme online, applicazioni criptate e sistemi di pagamento in criptovalute per gestire l’attività di spaccio. Per entrambi è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

Articolo di Francesco Viviani

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