Turismo, a fine maggio il bando di 4 milioni per le strutture ricettive in FVG

4 maggio 2026 – ore 10:30 – Il turismo vive, allo stadio attuale, una situazione peculiare: se da un lato hotel e ristoranti appaiono pieni e gli ultimi weekend festivi hanno registrato il tutto esaurito a Trieste, dall’altro incombe lo spettro di un ridimensionamento dei flussi, specie del turismo estero, a causa del perdurare della guerra USA-Iran e pertanto dei temuti blocchi ai voli aerei. Rimane tuttavia il turismo di prossimità dove si intende con questo termine, per Trieste, l’intera Mitteleuropa raggiungibile via treno o auto. In effetti Trieste già al momento beneficia di questo genere di turismo, con presenze austriache, slovene, tedesche, ceche e così via. È lecito ipotizzare che questo turismo non scomparirà; quantomeno non a breve.
Giunge pertanto come un’interessante novità da parte della Regione Friuli Venezia Giulia il regolamento che disciplina i contributi destinati a strutture ricettive e pubblici esercizi, nell’ambito del cosiddetto ‘ex fondo Turismo‘. Si tratta di un bando che mette a disposizione fondi per chi gestisce attività alberghiere e ricettive con una speciale enfasi verso ecologia e inclusività.

Il bando uscirà verso la fine del mese di maggio e rimarrà aperto fino alla fine del mese di settembre, e partirà con una dotazione di 3 milioni di euro, una cifra che la Regione è pronta ad aumentare con risorse aggiuntive in base alle necessità che si manifesteranno durante il periodo di validità del bando. I soggetti che possono beneficiare dei fondi comprendono l’intero comparto dell’ospitalità, quindi non solo gli alberghi di grandi dimensioni ma anche i campeggi, gli affittacamere, i rifugi di montagna e i bed and breakfast, e tra le novità viene inclusa anche la possibilità per i pubblici esercizi della ristorazione di accedere ai contributi, a condizione che questi esercizi operino all’interno di una struttura ricettiva.
I fondi non sono destinati esclusivamente alle ristrutturazioni di grande entità, perché la Regione ha suddiviso gli aiuti in quattro tipologie di intervento: la prima tipologia riguarda le ristrutturazioni e gli ampliamenti su strutture già esistenti o su immobili da destinare a uso turistico; la seconda tipologia concerne l’acquisto di arredi e attrezzature nuovi, con una spesa minima fissata a 10mila euro; la terza tipologia include la realizzazione di parcheggi con almeno tre posti auto e gli interventi per la rimozione delle barriere architettoniche; la quarta tipologia è l’acquisto di immobili da destinare all’attività ricettiva. Quest’ultimo punto appare il più controverso: in un periodo dove gli affitti sono rari, se non impossibili da trovare per le famiglie, si incentiva un’ulteriore corsa a favore di alloggi per i turisti o per gli affitti brevi.

Il bando assegnerà punteggi più elevati ai soggetti che aumentano il numero di posti letto o che puntano a salire di categoria, e sarà data attenzione alla sostenibilità, con una valutazione favorevole per chi ottiene certificazioni ambientali o progetta spazi accessibili, mentre anche la localizzazione geografica avrà un peso specifico, con vantaggi per le aree montane, le spiagge di Grado e Lignano, i centri storici dei capoluoghi (Udine, Trieste, Gorizia e Pordenone) e i siti Unesco.
Le imprese potranno scegliere tra due regimi di aiuto previsti dalla normativa europea: il regime de minimis, che prevede contributi fino al 50% della spesa con un tetto massimo di 300mila euro, oppure il regime di esenzione previsto dal regolamento UE 651/2014, con un’intensità di aiuto compresa tra il 10 e il 30% in base alla dimensione aziendale e sempre con un limite massimo di 300mila euro. Le domande dovranno essere presentate esclusivamente attraverso la procedura online tramite il sistema IOL, ed è prevista la possibilità di ricevere un’anticipazione fino al 50% del contributo, a condizione che venga fornita una fideiussione. I beneficiari dovranno mantenere la destinazione d’uso dell’immobile per un periodo di cinque anni, mentre per i beni mobili il vincolo sarà di tre anni. Nella fase di prima applicazione del bando saranno considerate ammissibili anche le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2025, applicando il regime de minimis, mentre a regime verranno riconosciute soltanto le spese effettuate dalla data di presentazione della domanda.

Articolo di Zeno Saracino

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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