Alcol, Italia sempre più ubriaca: impennata tra le donne, boom di binge drinking e milioni a rischio malattie

30 aprile 2026 – ore 16:30 – Cresce il consumo di alcol in Italia, con un aumento significativo dei comportamenti a rischio e un vero e proprio boom del binge drinking, soprattutto tra le donne. È quanto emerge dall’ultimo rapporto “Epidemiologia e monitoraggio alcol-correlato in Italia e nelle Regioni” pubblicato nel 2026 dall’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), che fotografa un quadro in progressivo peggioramento, soprattutto tra giovani e fasce vulnerabili. Secondo i dati, nel 2024 i binge drinker in Italia hanno raggiunto quota 4 milioni e 450mila. Si tratta di persone che consumano grandi quantità di alcol in un arco temporale limitato con l’obiettivo di ubriacarsi rapidamente. Il fenomeno coinvolge anche i minorenni: sono 79mila i ragazzi tra gli 11 e i 17 anni che dichiarano di bere con questa modalità. I livelli più elevati si registrano tra i 18 e i 44 anni, con percentuali che sfiorano il 20% tra i maschi e il 12,1% tra le giovani donne nella fascia 18-24.

A destare particolare preoccupazione è la crescita del fenomeno nell’ultimo decennio. Se tra gli uomini l’aumento dei binge drinker è stato del 24%, tra le donne l’incremento ha raggiunto l’84%, con una diffusione marcata tra le giovani in età fertile e tra le anziane. Un dato che segnala un cambiamento strutturale nei modelli di consumo e che richiede interventi di prevenzione mirata. Parallelamente cresce anche il consumo fuori pasto, tradizionalmente meno diffuso nella cultura italiana. Nel 2024 sono 17 milioni e 800mila le persone che bevono lontano dai pasti: il 42,1% degli uomini e il 24,6% delle donne, livelli definiti record storico. Il fenomeno è strettamente collegato al binge drinking e contribuisce ad aumentare il rischio sanitario. Sul fronte della salute, l’Iss stima che siano 8 milioni e 200mila gli italiani che consumano alcol in quantità tali da esporli allo sviluppo di patologie come cirrosi epatica, malattie cardiovascolari e tumori. Le categorie più vulnerabili restano i minori580mila tra gli 11 e i 17 anni – ma preoccupano anche anziani e giovani adulti. Tra i ragazzi di 16-17 anni il consumo a rischio raggiunge il 34,5% nei maschi e il 29,7% nelle femmine.

Il rapporto evidenzia inoltre una criticità sul piano assistenziale. Nel 2024 sono 730mila i consumatori con danno d’organo attribuibile all’alcol – 480mila uomini e 250mila donne – rientranti nella diagnosi di Disturbo da Uso di Alcol (DUA). Tuttavia, oltre il 90% non riceve assistenza dal Servizio sanitario nazionale. Nel 2023 solo 64.856 persone (l’8,3%) risultavano in carico ai servizi, segnalando una forte carenza nell’offerta di cura. Un ulteriore elemento critico riguarda la popolazione anziana. Nel 2024 gli over 65 a rischio sono 2 milioni e 450mila. Tra questi, il 26,9% degli uomini e il 6,3% delle donne eccede nel consumo quotidiano di alcol. In aumento anche il consumo fuori pasto (30% uomini, 10,3% donne) e il binge drinking, che interessa il 5,5% degli uomini e l’1,4% delle donne. Il trend è in crescita nell’ultimo decennio per quasi tutte le tipologie di bevande, con l’unica eccezione del vino tra gli uomini, che resta stabile. Cresce il consumo di alcol in Italia, con un aumento significativo dei comportamenti a rischio e un vero e proprio boom del binge drinking, soprattutto tra le donne. È quanto emerge dall’ultimo rapporto “Epidemiologia e monitoraggio alcol-correlato in Italia e nelle Regioni” pubblicato nel 2026 dall’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), che fotografa un quadro in progressivo peggioramento, soprattutto tra giovani e fasce vulnerabili.

Secondo i dati, nel 2024 i binge drinker in Italia hanno raggiunto quota 4 milioni e 450mila. Si tratta di persone che consumano grandi quantità di alcol in un arco temporale limitato con l’obiettivo di ubriacarsi rapidamente. Il fenomeno coinvolge anche i minorenni: sono 79mila i ragazzi tra gli 11 e i 17 anni che dichiarano di bere con questa modalità. I livelli più elevati si registrano tra i 18 e i 44 anni, con percentuali che sfiorano il 20% tra i maschi e il 12,1% tra le giovani donne nella fascia 18-24. A destare particolare preoccupazione è la crescita del fenomeno nell’ultimo decennio. Se tra gli uomini l’aumento dei binge drinker è stato del 24%, tra le donne l’incremento ha raggiunto l’84%, con una diffusione marcata tra le giovani in età fertile e tra le anziane. Un dato che segnala un cambiamento strutturale nei modelli di consumo e che richiede interventi di prevenzione mirata. Parallelamente cresce anche il consumo fuori pasto, tradizionalmente meno diffuso nella cultura italiana. Nel 2024 sono 17 milioni e 800mila le persone che bevono lontano dai pasti: il 42,1% degli uomini e il 24,6% delle donne, livelli definiti record storico. Il fenomeno è strettamente collegato al binge drinking e contribuisce ad aumentare il rischio sanitario.

Sul fronte della salute, l’Iss stima che siano 8 milioni e 200mila gli italiani che consumano alcol in quantità tali da esporli allo sviluppo di patologie come cirrosi epatica, malattie cardiovascolari e tumori. Le categorie più vulnerabili restano i minori580mila tra gli 11 e i 17 anni – ma preoccupano anche anziani e giovani adulti. Tra i ragazzi di 16-17 anni il consumo a rischio raggiunge il 34,5% nei maschi e il 29,7% nelle femmine. Il rapporto evidenzia inoltre una criticità sul piano assistenziale. Nel 2024 sono 730mila i consumatori con danno d’organo attribuibile all’alcol – 480mila uomini e 250mila donne – rientranti nella diagnosi di Disturbo da Uso di Alcol (DUA). Tuttavia, oltre il 90% non riceve assistenza dal Servizio sanitario nazionale. Nel 2023 solo 64.856 persone (l’8,3%) risultavano in carico ai servizi, segnalando una forte carenza nell’offerta di cura. Un ulteriore elemento critico riguarda la popolazione anziana. Nel 2024 gli over 65 a rischio sono 2 milioni e 450mila. Tra questi, il 26,9% degli uomini e il 6,3% delle donne eccede nel consumo quotidiano di alcol. In aumento anche il consumo fuori pasto (30% uomini, 10,3% donne) e il binge drinking, che interessa il 5,5% degli uomini e l’1,4% delle donne. Il trend è in crescita nell’ultimo decennio per quasi tutte le tipologie di bevande, con l’unica eccezione del vino tra gli uomini, che resta stabile.

Articolo di Francesco Viviani

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